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La riabilitazione della disgrafia

Nell’impostazione di un intervento riabilitativo è molto importante lavorare sulla motivazione del soggetto; il primo passo è infatti quello di stimolare il desiderio di scrivere ed a tal fine è fondamentale stabilire una relazione di fiducia con il bambino, spiegando e motivando le varie attività proposte come finalizzate al recupero delle varie abilità. Secondariamente è necessario fare un esame delle varie abilità del soggetto, per individuare quelle maggiormente carenti, sulle quali verrà poi impostato il programma. Quelle necessarie alla scrittura sono, come ho già detto, la percezione, l’organizzazione spaziale, temporale, l’integrazione spazio-temporale, la lateralizzazione, l’orientamento, lo schema corporeo, la coordinazione motoria, la memoria e l’attenzione.


Valutazione della percezione

Capacità percettive direttamente implicate nella scrittura, che devono essere oggetto di osservazione nell’ottica di un intervento di riabilitazione sono la coordinazione oculo-manuale, la capacità di riconoscere figure orientate diversamente nello spazio e di riprodurre delle figure, di discriminare delle figure dallo sfondo, di riprodurre delle figure nei loro rapporti spaziali. Altre attività utili in questo caso potrebbero essere finalizzate all’osservazione di uguaglianze e differenze fra due figure, oppure alla ricomposizione di figure con dei puzzle. Uno strumento valido per la valutazione delle attività percettive è il TPV/test di percezione visiva e integrazione visuo-motoria (batteria di otto subtest che misura abilità percettive, visive e visuo-motorie diverse ma collegate tra loro). Esempi di attività contenute nel test sono: tracciare una linea in una fascia che da larga diventa sempre più stretta (coordinazione occhio-mano); osservando una figura stimolo saperla riconoscere tra una serie di figure simili (posizione nello spazio); copiare delle figure sempre più complesse (copiatura/riproduzione); riconoscere delle figure stimolo all’interno di un’immagine nella quale sono confuse in uno sfondo articolato (discriminazione figura-sfondo)

 

Valutazione dell’organizzazione spaziale

Vengono somministrate prove relative a sequenze spaziali e alla riproduzione grafica di segni e figure. Ad esempio, l’adulto può proporre una sequenza di colori che il bambino deve continuare. Si prendono dei cartoncini colorati e si dispongono in serie, ad esempio giallo-rosso-verde-giallo-rosso-verde e il bambino dovrà completare la serie mantenendo lo stesso ordine proposto dall’adulto. La stessa attività può essere proposta con delle figure geometriche, con le lettere alfabetiche, con degli oggetti o con qualunque cosa possa stimolare l’interesse del bambino. L’importante è mantenere lo stesso ordine di presentazione nel completamento della serie. È necessario annotare il successo o l’insuccesso del bambino nella prova; in quest’ultimo caso soprattutto è importante segnare le eventuali inversioni, sostituzioni o omissioni.
Altra attività per valutare l’organizzazione spaziale è la riproduzione di figure. A tal fine può essere utilizzato il Test di Bender di cui ho già parlato, composto da una serie di figure da riprodurre, delle quali è necessario osservare la corrispondenza con il modello, il rispetto dei rapporti spaziali delle figure proposte, della loro grandezza e dell’orientamento delle figure nello spazio grafico, e la precisione del tratto.

 


Autore: Chiara Marchini è nata a Empoli nel 1976. Laureata in Scienze dell’educazione con la tesi “Autostima in prospettiva sociologica”, sta svolgendo un master in pedagogia clinica. Ha lavorato presso diverse cooperative come educatrice.

 


copyright © Educare.it - Anno V, Numero 2, Gennaio 2005