Formazione outdoor e gestione dello stress con adolescenti in contesto clinico-riabilitativo

arrampicata sportivaL’articolo mira a presentare l'efficacia di un intervento di formazione outdoor, basato sull'arrampicata sportiva, per potenziare le strategie di coping e di gestione dello stress in un gruppo di adolescenti inseriti in un percorso clinico-riabilitativo presso l'Ospedale Santa Giuliana di Verona. A tal scopo è stato definito un programma secondo il modello di apprendimento esperienziale di David A. Kolb. La raccolta dati è avvenuta tramite osservazioni sistematiche, schede di auto-riflessione dei partecipanti e debriefing finali. L'analisi ha evidenziato come l'arrampicata, supportata da rielaborazione e condivisione, abbia portato a una maggiore consapevolezza e gestione delle emozioni, un miglioramento delle capacità di fronteggiare lo stress, un rafforzamento del senso di autoefficacia e un aumento della trasferibilità delle competenze acquisite a contesti di vita quotidiana.

The article aims to present the effectiveness of an outdoor training intervention, based on sport climbing, designed to enhance coping strategies and stress management in a group of adolescents undergoing a clinical-rehabilitation program at the Santa Giuliana Hospital in Verona. For this purpose, a program was developed following David A. Kolb’s experiential learning model. Data were collected through systematic observations, participants’ self-reflection forms, and final debriefing sessions. The analysis highlighted how climbing, supported by reflection and group sharing, led to increased emotional awareness and regulation, improved stress-coping skills, strengthened self-efficacy, and greater transferability of the acquired competencies to everyday life contexts. 

Introduzione

Negli ultimi decenni, la formazione outdoor ha assunto un ruolo centrale in svariati ambiti, dall'azienda ai programmi educativi e terapeutici, rivelandosi uno strumento efficace per lo sviluppo di competenze trasversali, individuali e sociali, nonché per il benessere psicofisico dei partecipanti. Organizzazioni come il Centro di Ricerca sull’Educazione e la Formazione Esperienziale e Outdoor (CEFEO) dell’Università di Bologna e la Fondazione Tender To Nave Italia ETS ne sostengono l'applicabilità in contesti educativi, sociali e riabilitativi, dimostrando benefici in termini di autostima e capacità relazionali.

L'approccio alla base dell'outdoor training è di natura esperienziale, in cui l'apprendimento non avviene in contesti tradizionali, ma attraverso progetti pratici all'aperto. Secondo Dewey (1938/2014), l'intero sistema educativo si acquisisce tramite l'esperienza, sebbene non tutte le esperienze abbiano lo stesso valore educativo. Affinché l'apprendimento sia efficace, deve derivare da esperienze stimolanti che generino pensiero critico e sviluppo individuale, essendo significative e connesse alla condizione sociale dell'individuo.

La diffusione della formazione outdoor in Europa è stata influenzata dai programmi di Outward Bound di Kurt Hahn, che negli anni '40 miravano a potenziare capacità di adattamento, leadership e resilienza attraverso esperienze in ambienti naturali. Studi successivi hanno confermato che l'attività fisica all'aperto favorisce la crescita fisica, emotiva, cognitiva e personale.

I benefici della formazione outdoor sono molteplici: il contesto naturale promuove capacità individuali e interpersonali attraverso attività coinvolgenti. La partecipazione ad attività fisiche outdoor ha dimostrato effetti positivi sulla regolazione dello stress, riducendo i livelli di cortisolo e potenziando neurotrasmettitori legati al benessere come dopamina e serotonina. La natura, inoltre, ha un effetto rigenerante sul funzionamento cognitivo, migliorando la concentrazione e riducendo l'affaticamento mentale, in accordo con la teoria dell'Attention Restoration di Kaplan & Kaplan (1989). L'attività fisica prepara il cervello all'apprendimento, ponendolo in una condizione ottimale per imparare.

Dal punto di vista educativo, la formazione outdoor è particolarmente efficace per lo sviluppo di competenze trasversali quali il problem solving, la capacità decisionale e la leadership. Programmi che includono esperienze come l'arrampicata, il trekking e il rafting stimolano la capacità di affrontare incertezza e contesti mutevoli, rafforzando resilienza e autoefficacia. Studi specifici (A. Magiera et altri) sull'arrampicata sportiva hanno dimostrato il suo potenziale nel migliorare la gestione dello stress e la regolazione emotiva, richiedendo ai partecipanti di regolare le reazioni in situazioni emotigene e sviluppando strategie di autoregolazione trasferibili. Il senso di soddisfazione derivante dal superamento di sfide fisiche rafforza l'autoefficacia, un elemento chiave per il benessere psicologico.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS, 1994 e 1997) definisce le Life Skills come un insieme di abilità che consentono agli individui di affrontare efficacemente le sfide della vita quotidiana, mettendo in atto comportamenti adattivi e positivi. Queste competenze sono suddivise in tre macroaree: cognitive (pensiero critico, problem solving, presa di decisioni), relazionali (comunicazione efficace, gestione delle relazioni interpersonali, empatia) ed emotive (gestione dello stress e delle emozioni, autoconsapevolezza). La gestione dello stress, in particolare, è cruciale per migliorare il benessere e prevenire effetti negativi sulla salute psicologica. Le Life Skills non sono innate ma acquisibili, e la loro educazione è un'esigenza globale per sostenere lo sviluppo dell'individuo in una società complessa e in continuo cambiamento.

La formazione outdoor si è rivelata un metodo educativo efficace per lo sviluppo delle life skills, in particolare per la gestione dello stress, la resilienza e le competenze relazionali (Hattie et al., 1997). Le esperienze all’aperto, caratterizzate da situazioni impreviste e sfidanti, migliorano l'adattabilità e le abilità di problem solving. L'arrampicata, ad esempio, richiede risposte rapide e strategie efficaci per la risoluzione dei problemi, potenziando il pensiero critico. Il superamento di sfide fisiche e mentali rafforza l'autoefficacia e l'autostima. Le attività outdoor che richiedono collaborazione rafforzano la comunicazione assertiva, la gestione delle relazioni interpersonali, l'empatia e la cooperazione. Il coinvolgimento emotivo dei partecipanti stimola la regolazione emotiva e la capacità di affrontare adeguatamente lo stress.

In adolescenza tutto ciò diventa prezioso se si considera che è una fase di profondi cambiamenti che possono generare stress. Lo stress è definito come una condizione psicofisica che emerge da uno squilibrio tra richieste ambientali e risorse personali percepite. Gli stressor possono essere normativi (compiti di sviluppo), non normativi (eventi critici inattesi) o quotidiani (daily hassles). Le strategie di coping (focalizzate sul problema o sull'emozione) e la regolazione emotiva sono fondamentali per affrontare lo stress. Programmi basati sulle Life Skills, come raccomandato dall'OMS, mirano a sviluppare queste capacità attraverso l'apprendimento esperienziale, la relazione e la riflessione, creando risorse interiori stabili e trasferibili.

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Autori: Jenny De LucaPsicologa, conduttrice dell’esperienza; Carlo CallegaroPedagogista Clinico®, docente a contratto presso l'Università di Verona, Dipartimento Scienze Umane, supervisore dell’esperienza,


copyright © Educare.it - Anno XXV, N. 10, Ottobre 2025