- Categoria: Genitorialità
La bambina che chiudeva le porte
Gaia ha due anni, un visetto simpatico, grandi occhioni scuri ed un sorriso accattivante; è una bimba vivace, che "si fa notare" e si fa valere. I suoi genitori sono innamorati di lei, per non parlare dei nonni che la adorano. La sua mamma aspetta un altro figlio (è ormai al sesto mese) e c'è da dire che ha l'aria un po' stanca: il pancione e Gaia sono i suoi principali "impegni"... e nessuno dei due si può mettere "in attesa".
Proprio così: se è normale che il pancione della mamma sia un'evidenza a cui non ci si può sottrarre in nessun modo, è già meno normale che Gaia sia praticamente libera di fare quasi ciò che vuole e di combinare un po' di tutto, costringendo l'adulto di turno a non perderla mai di vista. E' libera di salire sulla tavola con tanto di scarpine (a pranzo finito, si intende), di gettare a terra tutto quel che le capita (dal pezzo di pane che stava mordicchiando al cellulare della nonna), di rincorrere i cuginetti e di colpirli o di gettar loro la terra addosso. E' evidente che anche i suoi genitori sanno che certi suoi comportamenti sono scorretti e la mamma e la nonna non esitano a darle una pacca sulle mani o sul sedere quando la combina "grossa"... peccato che le altre marachelle di Gaia suscitino sorrisi e tenerezza... Accade così che ci sia una gran confusione nella testa di Gaia, che "soffre" l'INCOERENZA delle risposte adulte ai suoi comportamenti, dimostrando il suo disagio con pianti intensi e prolungati ad ogni minima frustrazione, comportamenti provocatori e un senso crescente di onnipotenza. Come spesso accade a bimbi come lei, Gaia ha l'abitudine di accendere e spegnere le luci, attività quasi "compulsiva" che le dimostra, ad ogni click dell'interruttore, quanto sia grande e magico il suo "potere".
Degno di rilievo è anche il fatto che Gaia è ancora allattata dalla mamma che ormai sente il bisogno fisiologico di interrompere quest'allattamento, anche in previsione del fatto che il nuovo bimbo in arrivo avrà bisogno (e diritto) a tutto il suo latte (ergo a tutta se stessa). La mamma ha anche tentato di indurre la bambina a staccarsi dal seno utilizzando alcune gocce di erbe amare; Harlow sarebbe molto orgoglioso del risultato ottenuto: bambina disgustata dal sapore delle gocce amare ma tenacemente attaccata al seno materno…
Gaia ha due anni: i bimbi a quest'età possono diventare dei veri "tiranni", perché la fase del "no" è in piena attività e hanno un disperato bisogno di CONFINI CHIARI e di MESSAGGI COERENTI; il fatto di essere ancora allattata al seno rende questa bambina dispotica e la mantiene in uno stadio di oralità "divorante" dove le è concesso di nutrirsi voracemente della mamma: le viene lasciato lo scettro del comando. Decisamente troppo impegnativo da gestire per una piccola di soli due anni.
Quello che ogni volta mi stupisce è che i genitori di bambini come Gaia, bambini che la letteratura definisce ONNIPOTENTI, dicono di non sapere che fare, perché "se la sgridiamo non ci ascolta e fa lo stesso come vuole. Allora siamo costretti a rimproverarla duramente o anche a darle una sberla sul sedere o sulle mani. E lì sono scenate di pianti e singhiozzi che ci fanno anche dispiacere". Io stessa ho assistito alle "prese di posizione" di Gaia e ho visto come il suo pianto sia pieno di stizza: non le piace sentirsi dire di no, è vero, ma si tratta di un "no" privo di vera autorevolezza, per il quale ci si sente già in colpa prima di dirlo; un "no" che invece di rassicurare Gaia su cosa sia giusto o non giusto fare, le fa sentire che gli adulti che si occupano di lei sono incerti e dubbiosi. Così Gaia non si sente CON-TENUTA ed è lasciata in balia delle sue angosce. Non si può sentire al sicuro, perché chi dovrebbe interpretare le cose per lei e dare agli eventi un significato univoco e chiaro... non riesce a farlo, non riesce a contraddire con fermezza quel faccino adorabile.
La cosa stupefacente in Gaia è che ha escogitato un modo per far capire alla sua famiglia che ha un disperato bisogno di CONFINI: la piccola CHIUDE TUTTE LE PORTE CHE TROVA APERTE, suscitando la tenerezza degli adulti che considerano questa attività come una "piccola mania innocente". Non capiscono che la loro adorabile bimba sta dicendo loro quanto la mancanza di DE-LIMITAZIONE ai suoi spazi (soprattutto emotivi) sia per lei intollerabile, quanto abbia bisogno di essere CON-TENUTA ed arginata. Altri bimbi (magari più piccoli) avrebbero potuto dimostrare quest'angoscia in altro modo, forse con qualche dermatite inspiegabile o attraverso altre affezioni della pelle, che è la prima barriera di confine tra un essere vivente e il mondo che lo circonda; Gaia, invece, chiude le porte in continuazione, sembra non tollerare gli spazi dalla delimitazione incompleta ed ambigua.
Alla famiglia di Gaia ho osato dire meno di quanto abbia scritto in questo contributo, perché non sono venuti da me portando la situazione della bambina come un vero disagio; me ne hanno raccontato sorridendone, anche se sul viso della mamma c'era un certo velo di preoccupazione per questa piccola così incontenibilmente vivace e a volte "manesca". Ho regalato loro un libro che consiglio veramente a tutti, un libro che sto rileggendo anche io con passione ed interesse: si tratta de "I no che aiutano a crescere", di Asha Phillips, Feltrinelli Editore.
Spero che questo libro li aiuti a capire che Gaia li sta sempre più mettendo alla prova, li sta letteralmente "PORTANDO al LIMITE" della loro pazienza perché è lei ad avere un disperato bisogno di quel limite: ha veramente bisogno di CONFINI per crescere serena.

