- Categoria: Separazione e divorzio
Quesiti da un papà separato
Separato da 18 mesi, con 2 figli di 6 e 11 anni, abito da solo a circa 500 metri dalla precedente abitazione, in rapporti discreti con la ex moglie, a volte lei inveisce nei miei confronti davanti ai bambini, ma non in modo particolarmente pesante (è nervosa e dice di non riuscire a controllarsi, capendo comunque che cosi non fa il bene dei bambini).
Normalmente i bambini stanno 2 giorni con ciascuno dei 2, lunedi con lei, martedi mercoledi con me, giovedi con lei, venerdi e sabato con me, sabato sera domenica lunedi martedi con lei, mercoledi e giovedi con me, venerdi con lei, sabato e domenica con me (spero di essere stato abbastanza chiaro): i giorni sono sostanzialmente alla pari. Compleanni insieme a casa dei nonni, natale insieme, e lo scorso 26.27.28.29 dicembre siamo stati tutti e 4 in montagna a sciare.. In estate passo sempre almeno 15 giorni da sempre solo con i bambini al mare.
Il più grande credo che sia abbastanza sereno, a scuola 1 media potrebbe andare meglio ma vedremo; il più piccolo, prima elementare ora incomincia a dire di non voler più andare a scuola , a piangere fino all'ingresso per poi asciugarsi le lacrime (non vuole fare vedere che ha pianto) e salire le scale per entrare in aula. Ora quando è con me chiede della mamma, pur avendola lasciata magari da pochi minuti, e magari rivedendola dopo 24 ore facendola breve le mie domande sono: è giusto passare 3.4 giorni tutti insieme o potrebbe essere dannoso per loro??? Se il piccolino quando io verso le 17,30 vado dalla mamma a prenderli, mi chiede di voler restare con lei, devo insistere,che venga con me o lasciarlo li???
Gentile papà,
la sua domanda, che, credo, racchiude una molteplicità di domande, mi induce a proporle una serie di riflessioni e di ipotesi per comprendere la situazione e renderla il più agevole possibile, per tutti, per i ragazzi e per voi genitori.
· I motivi della separazione. Mi viene spontaneo chiederle quali motivi hanno portato alla separazione, ovvero se lei e la signora vi siete dati la possibilità di spiegarvi in modo chiaro e, fatto questo, quale modalità avete scelto per comunicare ai ragazzi tale scelta. Non è indifferente, infatti, il modo in cui si prepara i figli ai cambiamenti nella loro quotidianità. E' possibile, infatti, che i ragazzi respirino le ambiguità degli adulti, i loro sensi di colpa, la frustrazione, i conflitti altalenanti: si possono evitare queste sofferenze se si cerca di porsi con loro in maniera dolce ma molto chiara, rispondendo alle domande in modo simile (il più possibile), senza lasciarsi andare a commenti sull'altro genitore, rassicurandoli molto (a volte nasce in loro il pensiero: se il papà/la mamma ha lasciato la mamma/il papà, potrebbe lasciare anche me), con calma e pazienza,
· La scelta del calendario. Ho schematizzato su un foglio il calendario che state adottando, sul quale, presumo, avrete ragionato un bel po'! Certamente presenta il vantaggio di una equa presenza di entrambi i genitori, grazie alla facilitazione della vicinanza delle due case, ipotizzo che abbiate cercato proprio questo obiettivo. Uno svantaggio potrebbe essere, per i ragazzi, il fatto di sperimentare il tempo in modo frammentario e, soprattutto per il piccolo, di non essersi adattato pienamente a questi meccanismi. Tra l'altro, entrambi hanno iniziato una nuova avventura scolastica, il grande la scuola media, il piccolo la scuola elementare (lo deduco dall'età), per cui ragioniamo anche sull'ulteriore cambiamento che i ragazzi hanno dovuto "metabolizzare". Di nuovo, per il piccolo, potrebbe essere una fatica spostarsi da una residenza all'altra, oppure in cuor suo sentire una mamma molto dispiaciuta quando si salutano, oppure aver bisogno di essere maggiormente rassicurato, di essere aiutato a gestire meglio la sua ansia e questo lo potete fare voi genitori...senza forzature e drammi, decidete volta per volta, se insistere o meno, valutando insieme se è un'ansia passeggera, se sta davvero attraversando una crisi, se non accetta il distacco, se è un capriccio... e così via.
· Insieme o da soli. Credo che se voi genitori aveste la possibilità di consultare dieci esperti diversi, ricevereste differenti indicazioni su questa questione: festeggiare insieme o no, le festività principali della famiglia? Occorre valutare insieme le conseguenze della vostra scelta, con vantaggi e svantaggi, ancora una volta. Secondo voi genitori, le festività condivise che cosa suscitano nei vostri figli? Si sentono rassicurati e sereni data la presenza di entrambi e la cordialità reciproca? Nonostante questo, si illudono di poter tornare a vivere tutti insieme, come una volta, sopportando con disagio l'ambiguità della situazione (siamo insieme, ma non stiamo insieme)?
· Mi creda, non esiste una risposta valida e uguale per tutte le famiglie che vivono la separazione. Credo che moltissimi figli di genitori separati darebbero qualunque cosa per poter festeggiare una volta tanto un compleanno, la promozione, la gioia del Natale con mamma e papà! Occorre però, da parte di entrambi i genitori, la capacità e la volontà di essere chiari con se stessi, riconoscere e distinguere i bisogni personali da quelli dei figli, essere ricettivi nei loro confronti e, allo stesso tempo, non attribuire sempre e tutte le difficoltà dei ragazzi alla vostra separazione. A questo punto, non posso non suggerirle di intraprendere con la signora un percorso di mediazione familiare, in un contesto tranquillo, con l'aiuto di un professionista, che vi dia la possibilità di riflettere con calma su eventuali dubbi e scelte educative che vi trovate a fare per i vostri figli. La disponibilità che avete cercato di mantenere, nonostante la separazione, sarà sempre un aspetto che gioverà a voi e, naturalmente, ai ragazzi.
Educare.it - Anno IX, Numero 5, Aprile 2009

