- Categoria: Separazione e divorzio
- Scritto da Michela Soardo
La compagna di un padre separato
Buongiorno,
ho 32 anni e da quasi due anni sto con un uomo di 44 che si è separato 1 anno fa. Ha 2 figlie, di 4 e 10 anni, di cui ha l'affidamento congiunto. Io e il mio fidanzato conviviamo solo nei giorni e nei week end che non ha le bambine. Lui ha paura di dire alle figlie che ha una nuova fidanzata, pensa che sarebbe dannoso per loro... io sono di parere opposto, anche perchè mi piacerebbe conoscerle, e penso che potrebbe essere un arricchimento anche per loro.
Voi cosa ne pensate? Io vorrei potergli dare degli strumenti che lo aiutino ad affrontare l'argomento con le bambine e rasserenarlo delle sue paure. Soprattutto è preoccupato per la piccola di 4 anni, perchè è un pò irrequieta e secondo lui sta vivendo un disagio per la separazione (ma io mi ricordo che era molto vivace e mammona anche prima che si separasse...).
Lui vive la separazione con senso di colpa e si sta frustrando la possibilità di ricrearsi una nuova famiglia...
Gentile signora,
ho letto con molta attenzione la sua richiesta e le propongo alcune riflessioni a partire dagli stessi spunti che lei offre nella descrizione della situazione.
Proviamo a prendere in considerazione, uno per uno, i punti di vista delle persone coinvolte.
Il suo punto di vista: lei ritiene che ormai sia giunto il momento di mettere le carte in tavola, di mettere parola sulla relazione tra lei e il suo compagno, davanti alle sue figlie e, mi par di capire, per lei sta diventando molto importante, come se il vostro rapporto di coppia venisse ulteriormente rinforzato e si potesse finalmente parlare di "fare famiglia". A sua volta, lei ritiene di poter dare un ulteriore arricchimento ed è anche disponibile a dare il suo appoggio nell'affrontare l'argomento.
Come in ogni situazione, convivono vantaggi e svantaggi, aspetti positivi e negativi. Mi spiego meglio: lei vede molti vantaggi nel fare questo passaggio, le dico però che sono visibili anche alcune controindicazioni nel farlo ora.
I tempi: mentre la relazione tra lei e il suo compagno dura da due anni, lui si è separato da un anno. Ha un'importanza relativa che lui e la moglie fossero in crisi da più tempo. Di fatto, se è uscito un anno fa, le figlie fino ad un anno fa, probabilmente conducevano una vita famigliare "normale", erano abituate a vederlo regolarmene, condividevano con lui la quotidianità e, probabilmente, si stanno ancora lentamente abituando alla nuova realtà.
Le modalità: spiegare alle figlie la presenza di una fidanzata non è mai semplice, anche perché si innescano frequentemente sentimenti di paura, di competizione, di ansia, per il fatto che è una situazione nuova e le emozioni ed i sentimenti a volte convivono in modo contraddittorio (ad es., la bambina si potrebbe affezionare molto a lei e nello stesso tempo, pensare di fare torto alla mamma se esterna questo sentimento...).
La relazione padre-figlie: mi sembra una fase molto delicata di questa separazione, indipendentemente dalla sua presenza. Vorrei sottolineare questo aspetto con forza. Il padre non può, né deve sottrarsi ai suoi compiti educativi e i sensi di colpa la dicono lunga sul bisogno del suo compagno di tenere ancora ben distinti la sfera genitoriale da quella di coppia.
Il punto di vista del suo compagno, dicevo: probabilmente avverte che è una fase di transizione delicata, è difficile mantenere un canale di comunicazione con l'ex coniuge, ci sono decisioni da prendere, scelte pratiche da fare per le bambine, ci sono pianti e ricatti emotivi da gestire e forse si trova nel bel mezzo di colui che deve rassicurare tutti, o meglio, tutte: le piccole del suo amore e della sua presenza e lei, dell'importanza del vostro legame, senza bisogno di coinvolgere ora le sue figlie nel vostro menage.
(Infine: ci sono ancora questioni legali da risolvere? Anche queste mantengono alto il livello d'ansia...)
Il punto di vista delle bambine: andrebbero viste nei loro bisogni di essere lasciate tranquille, di essere rassicurate, di vivere in un ambiente sereno e positivo: è sia un loro bisogno, sia un obiettivo da perseguire. Hanno un'età e una maturità diversa e, in modo diverso, hanno vissuto il rapporto con papà. Sono tutti aspetti di cui tener conto, anche quando concorderete, in modo tranquillo e sereno, di rendervi visibili come coppia alle bambine.
Vado a concludere, con quest'ultima riflessione: dalla descrizione della situazione, convivono ancora troppa ansia, sensi di colpa e incertezze sul da farsi. Consiglio perciò a voi, come coppia, di ritagliarvi degli spazi di dialogo importanti e profondi, senza mettervi fretta e, soprattutto, senza gareggiare su chi e che cosa è più importante. Rassicuratevi a vicenda! In ogni fase critica della vita di ciascuno, non c'è toccasana migliore di essere rassicurati dalle persone di cui abbiamo fiducia.
Gradualmente, con delicatezza e, soprattutto, quando entrambi ne sarete convinti, parlerete alle bambine e sarà davvero un arricchimento per tutti.
Educare.it - Anno VIII, Numero 4, Marzo 2008

