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Nuovo matrimonio del papà

Sono un papà separato da 7 anni e divorziato da 2 anni; ho 44 anni e da 2 anni convivo con una ragazza di 30.

I miei due figli di 9 (maschio) e 14 anni (femmina) vivono tranquillamente questa convivenza, sono coinvolti positivamente nel menage quotidiano e passano quasi metà del loro tempo con noi, mentre il tempo rimanente viene trascorso con la mamma, che a sua volta convive fin dalla separazione con un altro uomo. L'affidamento è congiunto, con domicilio prevalente presso la madre. Ora io e la mia compagna abbiamo deciso di sposarci: chiediamo suggerimenti per affrontare nel modo migliore per i ragazzi la comunicazione della notizia (lo dico da solo o con la compagna? con quali argomenti parlarne? ecc.), e chiediamo se sia opportuna la loro partecipazione all'evento.

 

Gentile papà,
dalle informazioni che lei ha dato, mi pare di cogliere una certa serenità nel vivere la vostra realtà familiare, all'indomani della separazione e del divorzio. Mi sembra di capire che lei e la madre dei suoi figli avete cercato di garantire, attraverso la scelta dell'affido congiunto, la continuità del rapporto materno e paterno con loro, nella suddivisione dei tempi e degli spazi, pur nelle difficoltà logistiche che, a volte, tale tipo di affidamento comporta.

Rispetto alla scelta di matrimonio tra lei e la sua compagna, mi permetto di proporle alcune riflessioni che auspico siano di aiuto per una decisione equilibrata e rispettosa della sensibilità delle persone coinvolte. Senza dubbio è un passo che per lei e la sua compagna è motivo di gioia ed è facilmente comprensibile un desiderio di coinvolgimento dei suo figli alla festa.

Parlare con i figli: non è escluso che possa essere presente anche la sua compagna (valutate insieme vantaggi/svantaggi rispetto all'una e all'altra opzione), anche se spetta a lei dare ogni tipo di informazione ("io e la mia compagna ci conosciamo da n. anni, ci amiamo profondamente, abbiamo deciso di..".ecc.), con le modalità che più frequentemente avete usato anche in passato per dare gli "annunci importanti", dato che ogni famiglia utilizza una speciale modalità per farlo (a tavola, la domenica, nell'intimità della camera da letto, sul divano, in giardino, passeggiando...).

Senza dubbio è un'occasione formidabile per rassicurarli sulla continuità del menage cui lei fa riferimento, confermare anche in questa circostanza i sentimenti per loro, annunciare con tatto se e come ci saranno dei cambiamenti in casa, sia che loro siano fisicamente presenti, sia che stiano dalla mamma, proprio per non creare malumori, invidie, rivalità nell'uso degli spazi o nella suddivisione del tempo fra loro e la "nuova moglie di papà". Ipotizzo che la figlia quattordicenne potrebbe esprimersi maggiormente in proposito, in ogni caso accettate serenamente osservazioni ed eventuali domande, anche riprendendo voi in mano il discorso nei giorni seguenti, permettendo ai ragazzi di "pensarci su" e farsi un'idea sul significato di questa decisione del loro papà.

Lasciate a loro la scelta di partecipare o meno alla festa del matrimonio - che presumo sarà scandita dal momento del rito e del momento conviviale, potrebbero partecipare all'uno e non all'altro o viceversa -, facendo prevalere il buon senso: se vi accorgete di eccessivo imbarazzo, timore di offendere la mamma, anche se non esplicitato o altri motivi, non insistete. Ritengo opportuno che anche la mamma dei ragazzi sia informata dell'evento da lei, con informazioni essenziali e raccogliendo eventualmente anche da lei, impressioni e commenti dei vostri figli.

Rimango a disposizione per eventuali ulteriori richieste, con i migliori auguri per il vostro nuovo cammino insieme!

 


copyright © Educare.it - Anno V, Numero 9, Agosto 2005