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Fratello o sorella di tutti?

Buongiorno siamo una coppia di genitori, abbiamo appena felicemente appreso che aspettiamo un bambino (5^ settimana di gravidanza). Siamo felici perché era un nostro grande desiderio da tempo.

Nonostante questo però siamo molto in ansia per la nostra situazione familiare. Io sono già mamma di due maschietti di 9 e 5 anni dei quali sono madre affidataria (trascorro con loro tutti i giorni tranne uno alla settimana e un fine settimana si e uno no in cui stanno con il padre), il mio compagno è papà di due bambine di 7 e quasi 4 anni delle quali non è genitore affidatario (trascorre con loro fine settimana alternati dal venerdì alla domenica sera e una sera alla settimana fissa).

Siamo entrambi separati dagli ex-coniugi da qualche anno. Durante gli ultimi due anni ci siamo frequentati tutti molto assiduamente arrivando ad abitare tutti nella stessa casa e trascorrendo delle vacanze lunghe tutti insieme di 15 giorni. Insomma in questo periodo ci siamo integrati, siamo
maturati e stiamo crescendo con alti e bassi di difficoltà e preoccupazioni nella norma a volte per un bimbo a volte per un altro e così via come in una normale famiglia.

Io e il mio compagno viviamo insieme da un anno anche in presenza dei miei bimbi. Siamo consapevoli, avendo scelto di consultare (un anno fa) una neuropsichiatra infantile al rientro dalle nostre prime vacanze tutti insieme, di essere l'uno per i figli dell'altro non genitori ma figure adulte di riferimento molto importanti, consapevoli dell'amore che proviamo per loro e della sicurezza che stiamo cercando di dare a tutti loro nelle varie evoluzioni delle loro vite.

Ora, riassunta brevemente la nostra "famiglia affettiva" "strana famiglia" come dice la bimba grande del mio compagno veniamo alle nostre ansie e paure:

- siamo preoccupati sul come affrontare l'argomento, l'annuncio dell'arrivo di questo nuovo fratellino/sorellina nella nostra già "strana famiglia" a bambini che tra loro non sono fratelli ai quali arriverà una fratello/sorella (che sarà di tutti) ma da parte di mamma e non di padre per bimbi e vice-versa per le bimbe. Come cercare di rassicurarli? Come cercare di fargli affrontare il più serenamente possibile questa esperienza emotivamente così forte?

- come si sentiranno loro nei confronti di questo nuovo arrivato/a con il quale tra l'altro passeranno tempi differenti (più i bimbi, meno le bimbe)?

- cosa penseranno quando sarà il momento di andare dall'altro genitore vedendo che il nuovo arrivato rimarrà sempre con noi?

- come reagiranno di fronte all'intimità che sarà sempre più evidente tra me e il loro fratello/sorella e tra il padre/compagno della mamma e il nuovo arrivato/a? (la nostra preoccupazione è più per le bimbe che passano la maggior parte del tempo con la madre e non con noi, abbiamo paura che si possano sentire escluse o forse gelose che il padre non stia con loro ma con il fratello/sorella)

- e in ultimo, ma non per importanza, ci chiediamo come starà questo nostro bimbo o bimba in una situazione familiare così complessa dove i fratelli e le sorelle andranno e torneranno ogni tanto? E se un giorno chiedesse di andare con loro nella casa del genitore dei fratelli/sorelle? Se si sentisse solo quando tutti partiranno per andare in altre case misteriose a lui estranee ?

Tutto questo ci crea molte preoccupazioni e vorremmo avere una aiuto da parte vostra.

 

Miei Cari genitori,
ho letto con molta attenzione e simpatia la vostra mail.

La particolarità dell'esperienza famigliare che state vivendo credo stia, non solo nella complessità di provenienze e relazioni che avete descritto ma, anche nell' attenzione che tale complessità vi chiede di porgere nel rileggere, a reinterrogare, a reinterpretare i vostri ruoli, le vostre relazioni con i piccoli e tra voi.
Una "famiglia strana" perché non facile da trovare nella sua composizione ma estremamente ricca e stimolante per le proposte valoriali che porta, l'esperienza educativa che porge a voi e a quanti ruotano attorno a voi, per le occasioni educative che crea.

L'arrivo della piccola o piccolo è sicuramente un'occasione importante di cambiamento all'interno del nucleo, di relazione tra voi e tra voi e i figli. Non c'è una formula specifica che impedirà ai vostri figli di vivere anche con leggero disagio l'arrivo del nuovo fratello o sorella, si può però pensare di gettare le premesse perché "il nuovo arrivo" divenga "una nuova occasione per elaborare l'esperienza di accoglienza che già i vostri figli hanno fatto gli uni degli altri e prepararsi così alla nuova".

Questo significa che prima di comunicare la nuova nascita potete incominciare a trovare delle occasioni, nella vita quotidiana, per parlare, farvi raccontare, e raccontare di quando si sono incontrati e hanno iniziato a conoscersi, delle difficoltà e delle gioie dell'inizio, di come stanno insieme oggi, di come vivono con voi questo modo di essere famiglia, di come si rapportano con voi e con i relativi genitori naturali.

La quotidianità offre tanti spunti ma potete anche aiutare la quotidianità proponendo giochi, disegni, attività che favoriscano occasioni di tematizzazione.

Sondare cosa ne pensano di un fratellino, incominciare a far esporre le loro fantasie, paure, potrebbe essere l'altro passo. Ma non spaventatevi se nessuno lo desidera, se qualcuno potrebbe dire di non volerlo. Non si tratta di chiedere il consenso ma di affrontare a livello, per ora, immaginativo l'aspetto legato all'avvento di una nuova individualità.

Ecco il momento della comunicazione vera e propria e dell'accompagnamento a questo evento nella realtà. Coinvolgeteli in questi mesi nei preparativi, nei racconti, nelle "visite", nelle ecografie, occasioni importanti per parlare anche di quando loro erano piccoli, di quello che è accaduto con loro o si presume sia accaduto. Abituate i bambini a parlare e a sentir parlare della relazione che di volta in volta vivono tra loro e ciascuno di voi con loro, sul tipo di relazione che tenete con chi ha 9 anni e con chi ne ha 4, con chi è affidato e con chi è naturale, questo vi permetterà di poter meglio essere capiti quando vi capiterà di dover parlare anche delle vostre relazioni con il piccolo arrivato.

La nascita e il ritorno a casa potrà essere così preparato e la presenza del neonato diverrà occasione per tematizzare e elaborare insieme la propria capacità di accogliere, il proprio modo di stare nella famiglia, la disponibilità a mettere mano alle proprie aspettative, il proprio modo di intendere le diverse appartenenze e le aspettative nei confronti delle diverse appartenenze.

Quando si hanno figli il pensiero che possano stare male, che qualche esperienza li possa "provare" non fa stare tranquilli i genitori, tuttavia se da una parte la presenza di una nuova nascita può far pensare alla nascita di situazioni difficili e sofferenti, dall'altra chiedersi cosa possiamo insegnare e cosa si può imparare come genitori da questo nuovo arrivo è cosa che apre nuove possibilità alla famiglia di accrescere il senso della propria esperienza.

Crescendo, un giorno, il piccolo vi porrà domande e farà richieste, domande e richieste che vi chiameranno a render conto della vostra diversità come famiglia, come coppia; restituire quello che è la realtà della vostra storia, delle vostre relazioni, delle vostre scelte è quanto permetterà di aiutare il bambino a trovare il senso del proprio esserci. Ma attenzione non è detto che avverrà quello che vi spaventa e preoccupa.

Potreste meravigliarvi nello scoprire che il piccolo non rivendica la possibilità di andare a casa delle sorelle, ne che rivendichi la possibilità di stare sempre insieme ai fratelli.
E se fosse contento di poter stare dei fine settimana solo con voi genitori? Di potervi avere tutti per se? E di ritornare ad avere una famiglia numerosa, varia e stimolante?

C'è poi tutta la parte legata alla relazione genitoriale simbolica e naturale che andrete ad esibire e che in parte già esibite che, mi sembra di aver capito, avete già cercato di approfondire con l'aiuto di un neuropsichiatra infantile.

Su questo versante vi consiglierei di provare a rivolgervi anche ad un consulente pedagogico che possa aiutarvi ad entrare nel merito di come interpretare e gestire i diversi livelli di genitorialità, simbolica (per i figli non vostri ma affidati) e naturale (per i figli vostri) da un punto di vista dell'esperienza educativa che offrite.

In questo momento "magico" potete anche condividere con i vostri piccoli le preoccupazioni che avete nei loro confronti (in misura e modi che ritenete adeguati a loro) ma condividere anche le gioie, i vantaggi che queste gioie fanno ricadere su tutti.

L'arrivo di un nuovo individuo non significa necessariamente togliere spazio, rinunciare, perdere, ma può significare imparare a creare nuovi spazi nuove opportunità per tutti, lavorate perché se ne accorgano.

Miei cari genitori spero di avervi dato qualche pista da esplorare, se avete voglia di approfondire qualcosa, di confrontarvi su quello che i piccoli vi portano, oppure desiderate avere nel tempo qualcuno con cui confrontarvi sugli aspetti problematici e non che via via incontrerete sono disponibile ad incontrarvi, nella chat di "educare", nella sezione dedicata alle consulenze online .

Sarò felice di avere da voi qualche riscontro.

 

 


copyright © Educare.it - Anno V, Numero 6, Maggio 2005