- Categoria: Problemi al Nido/Scuola dell'Infanzia
Una scuola materna adatta?
Sono mamma di un bimbo di tre anni e mezzo, che fino all'ingresso alla materna non ha avuto problemi di alcun genere, anzi e' sempre stato un bambino socievole, direi anche più precoce rispetto ai suoi compagni di giochi della stessa età. Marco ha iniziato a camminare a nove mesi, a un anno parlava e prima dei 2 anni si esprimeva correttamente, usando un linguaggio piuttosto "forbito" per la sua età con notevoli capacità umoristiche. Quindi non mi aspettavo che avrebbe avuto grossi problemi a scuola. Premetto che viviamo in Francia, ma siamo entrambi italiani e forse il fatto che Marco non parlasse una parola di francese non lo ha certo avvantaggiato. Comunque dopo tre settimane riusciva già a comunicare con gli altri, fortunatamente!
Tra le altre cose avevamo iniziato a lasciarlo a mangiare alla mensa e questo è stato un vero disastro. Lo ritrovavo angosciato e bagnato di pipì tutti i giorni, al che ho deciso di toglierlo, visto che la situazione non migliorava nemmeno dopo aver esposto il problema alla direttrice. Ho cercato di capire qualcosa di più da lui e ho scoperto che le maestre della mensa picchiavano, oltre ad averle sentite io stesse urlare ai bambini per intimare il silenzio in maniera piuttosto aggressiva.
Dopo la sospensione della mensa (tutti i giorni tranne il venerdì) le cose hanno cominciato ad andare meglio (dopo due mesi interi di pianti disperati), ma parlando con mio figlio ho nuovamente scoperto che anche le maestre della classe alzano le mani sui bambini. Tutto questo è stato confermato da altre madri dopo che io ho sollevato il problema.
Io stessa ho assistito ad alcune scene piuttosto incresciose della maestra con alcuni bambini quando al mattino lasciavo mio figlio: urla rivolte ad una bambina che piangeva perché voleva la mamma (dopo dieci minuti spesi a farla calmare la maestra ha esordito urlando con la frase seguente "se tu urli allora io urlo più forte di te...", ecc.), bambini acchiappati per un braccio e spediti in castigo fuori dell'aula; ho visto un bambino più volte rimesso a sedere in modo brusco perché non voleva chiedere scusa ad un compagno.
Non vorrei che pensasse che questo asilo sia un lager, ma questi atteggiamenti mi sconvolgono nonostante sia consapevole del fatto che il sistema pedagogico-educativo francese sia molto più rigido rispetto a quello italiano. Devo dire che ai bambini vengono fatte svolgere molte attività, ma questi problemi mi angosciano!
Purtroppo nessuna mamma si vuole esporre (una ha già parlato con le maestre dicendo che sua figlia era stata picchiata 2 volte ma nulla è cambiato) e io onestamente ho timore a farlo da sola! Marco dice di non essere mai stato picchiato, ma comunque non credo sia educativo vedere che invece lo sono alcuni suoi compagni, magari più vivaci. Non so certamente se ciò viene fatto con forza o se siano solo sculacciate leggere, ma non credo che questo sia un metodo educativo sano. Che ne pensa? Sono angosciata e non so come reagire. Che conseguenze potrebbero esserci per mio figlio a fare i tre anni di asilo cosi?
Devo dire che la settimana scorsa, stanca all'inverosimile, ho sospeso la scuola per alcuni giorni e ho provato ad inserire Marco in un asilo steineriano. Mi sembrava un ambiente positivo, ma dopo qualche giorno quando ho detto che sarebbe dovuto rimanere li da solo, lui mi ha pregato di poter ritornare al suo vecchio asilo.
Memore dei pianti passati e forse molto vigliaccamente ho lasciato a lui la scelta, pensando nel contempo che a volte i bambini sentono istintivamente ciò che noi non arriviamo a sentire.
Ed eccoci qui adesso a cercare di risolvere il problema. Abbiamo pensato di esporre il problema alla direttrice che sembra una persona molto gentile e disponibile, ma nel frattempo mi dico che lei deve essere consapevole di ciò che succede visto che è presente tutti i giorni in scuola (peraltro molto piccola, dove tutto o quasi si vede e si sente). E poi se si parla non ci potranno essere ritorsioni su mio figlio magari ben peggiori di uno sculaccione?
Spero riesca ad illuminarmi e soprattutto ad espormi se e a quali problemi potrebbe andare incontro Marco.
La ringrazio anticipatamente.
Gentile Signora,
dagli elementi forniti nella sua richiesta Marco appare come un bambino fortunato. Il suo sviluppo è stato sereno, crescendo in un ambiente favorevole, in cui ha potuto probabilmente potenziare alcune abilità cognitive e relazionali importanti, che gli hanno permesso anche di acquisire in breve tempo, a livello funzionale, una seconda lingua, per comunicare con i coetanei e gli adulti della scuola.
L'inserimento scolastico invece non è stato positivo. Questo può facilmente capitare per molte e svariate ragioni. Dal suo racconto emergono tre elementi essenziali che tracciano il senso di questa prima esperienza scolastica un po' traumatica:
* il disorientamento di Marco ai metodi educativi adottati,
* la sua angoscia, la sfiducia e i dubbi sulla scelta della scuola, senz'altro percepiti anche dal bambino,
* il tentativo fallito di trovare una soluzione pedagogicamente corretta, e un appoggio, con la collaborazione delle figure scolastiche, dirigente e insegnanti.
Alla base di queste informazioni emerge una considerazione essenziale: l'ambiente educativo di quella scuola è incompatibile con lo stile educativo familiare.
Marco vive due tipi di relazioni con gli adulti importanti del suo vissuto (mamma e maestre), perché due sono gli stili educativi adottati e fra loro abbastanza diversificati nella comunicazione e nella prassi.
Probabilmente sarà difficile trovare quegli elementi di flessibilità e adattabilità necessari a insegnanti e familiari per adeguare al meglio ad un analogo stile il rapporto con il bambino, nel contesto del gruppo, per garantirgli un crescita armonica. Marco ha sì bisogno di fermezza e di una guida autorevole, ma anche di un ambiente e di figure adulte rassicuranti e accoglienti.
Permanere in quella scuola senza convincenti interventi risolutivi potrebbe, viste le premesse, essere una esperienza penalizzante, impedendo al bambino di tirar fuori il meglio di sé, favorendone invece l'insicurezza e la scarsa autostima e indebolendo anche alcune fondamentali abilità socio-affettive.
Le consiglierei di conoscere a fondo le realtà scolastiche della zona o quella già avviata nel secondo tentativo, osservando, incontrando le maestre, conoscendo gli obiettivi educativi e le prassi di intervento adottate (correzione dei comportamenti, superamento delle difficoltà presentate, ruolo della collaborazione dei genitori...) per comprendere e scegliere lo stile educativo più coerente con il suo o comunque l'esperienza più interessante o addirittura entusiasmante.
Fatta la scelta, con il papà di Marco, segua con pazienza e fermezza il figlio nel nuovo inserimento, che forse lo spaventerà un po', è comprensibile! Lo rassicuri, collabori con le educatrici e... stia serena! Anche Marco lo sarà e supererà brillantemente questo passaggio.
Auguri!
copyright © Educare.it - Anno III, Numero 11, ottobre 2003

