- Categoria: Immaturità, ritardo nello sviluppo
La mia bambina si comporta da maschietto
Sono la mamma di due bambine di 7 e 5 anni, mi sono messa in contatto con Voi perché ultimamente mi preoccupa un po' l'atteggiamento della maggiore.
La bimba frequenta la prima classe della scuola elementare, in classe è ben inserita e per ora non ha presentato problemi dal punto di vista dell'apprendimento scolastico, però mi preoccupo perché la bambina ama atteggiarsi a maschietto.
Questa preferenza per una identità maschile si era manifestata già dall'età della scuola materna, io non ho mai cercato di influenzarla né nella scelta degli amici, né in quella dei giochi, e neppure nell'abbigliamento, crescendo però questa tendenza ho notato che si è accentuata, la bambina tende a non accettarsi come femmina, vorrebbe che noi terminassimo gli aggettivi che le si riferiscono con "o", all'inizio della scuola non voleva il grembiule bianco ma azzurro, si disegna sempre rigorosamente come un maschietto.
Ho parlato di ciò con l'insegnante in seguito ad un comportamento scolastico che aveva creato un po' di disturbo ( la bimba tende ad assumersi un ruolo di leader in un gruppo di maschietti, secondo l'insegnante è in grado di dare buoni contributi personali al gruppo, però a volte approfitta di ciò in senso negativo di questa sua capacità guidando il gruppo in azioni negative verso altri bimbi e poi tendendo a nascondersi per evitare le proprie responsabilità), con l'insegnante abbiamo deciso di cercare di favorire la nascita di amicizie femminili creando il più possibile occasioni favorevoli a ciò, la bimba ha reagito bene e dopo un po' ha iniziato a chiedermi qualche capo di vestiario più femminile simile a quelli delle altre bimbe, però ho notato che gli altri bambini le hanno messo un po' l'etichetta di maschietto e di fronte al suo lieve cambiamento di vestiario tendono a dirle frasi del tipo: "ma come tu non eri un maschio?" di fronte a queste frasi la bimba manifesta un'ansia, tende a voler di nuovo mettersi solo cose maschili, forse ha paura che gli altri non la accettino più se lei cambia atteggiamento, in particolare fatica a decidere cosa indossare, a volte se io le chiedo di mettersi uno degli abiti nuovi (solo pantaloni e cose sportive anche se con qualcosa che li caratterizza come femminili) che le ho acquistato in seguito alle richieste da lei manifestate, mi dice: "ma io sono abituata a fare così...".
Vorrei sapere se questo tipo di comportamento può celare qualche disagio che io non sono in grado di vedere e come mi devo comportare riguardo a ciò con la bambina.
Vi ringrazio anticipatamente per l'attenzione che mi vorrete accordare.
Gentile Signora,
la situazione che ci propone non è di facile lettura ed andrebbe sicuramente approfondita per raccogliere alcuni elementi indispensabili alla definizione corretta del problema, in modo da affrontarlo efficacemente.
Intanto consideri che esistono almeno tre tipi di approccio a situazioni come queste.
Il primo è di tipo psicologico/psicanalitico ed è volto ad individuare i motivi per cui non si è sviluppata una precisa identificazione sessuale con il genitore del proprio sesso.
Una lettura completamente diversa del problema la offre chi ricerca eventuali squilibri a livello ormonale (approccio biologico-medico).
Una terzo approccio tende ad attribuire comportamenti come quelli che lei descrive alle esperienze che la bambina ha vissuto. Si potrebbe cercare di capire in questo caso se sua figlia è cresciuta in una cultura familiare (anche allargata) dove la donna è poco considera rispetto all'uomo; se ha avuto nelle sue relazioni quotidiane modelli femminili poco "attraenti" e via dicendo.
E' possibile che nessuna delle tre prospettive da sola sia sufficiente a spiegare perché sua figlia preferisca comportarsi da maschio.
Dal nostro punto di vista, val la pena di seguire con attenzione le prossime tappe di sviluppo ma senza coltivare eccessivi allarmismi vista la tenera età della sua bambina. Intanto lei, meglio se con la collaborazione di tutte le persone che hanno un ruolo significativo per la piccola, potrebbe cercare di aiutarla facendole notare e valorizzando ad ogni occasione i mille pregi della femminilità, ancor meglio quando sono visibili in situazioni sociali e pubbliche (es. il vigile donna, la giornalista del TG, la presentatrice, la campionessa sportiva ecc...).
Se i rapporti con la sorellina sono buoni, potrebbe persino chiedere a sua figlia di "insegnarle a fare la bambina", spiegando cioè alla sorella minore che cosa deve fare e come si comporta una bambina. Questa strategia le permetterebbe anche di conoscere i pensieri profondi di sua figlia, e da questi avere elementi in più per comprendere la sua piccola originalità.
copyright © Educare.it - Anno I, Numero 1, Dicembre 2000

