Stop the genocide poster

Una sorellina, una nonna malata ...

Vorremmo un parere sul comportamento di Giacomo, 4 anni a settembre.
E' sempre stato dolce e sereno, ma nell'ultimo anno ha subìto alcuni avvenimenti che lo hanno turbato: a settembre è nata la sorellina, a novembre la nonna preferita, che vive nell'appartamento vicino al nostro e che lo accudiva, è stata operata al cuore, ha avuto complicazioni di vario genere, ed ora cammina a fatica e non può seguirlo come prima.

A causa di tali fatti, abbiamo preferito ritardare l'inserimento nella scuola materna di un anno, e Giacomo ha passato alcuni mesi praticamente con la mamma e la sorellina tutto il giorno, poiché il papà torna la sera. Pochi contatti coi coetanei, qualche uscita al parco giochi e per il resto le visite di nonni, zii e amici, sono stati gli avvenimenti che ha vissuto; ora, però, che la situazione è migliorata ed abbiamo più tempo a disposizione per uscire (Anna ha ora 10 mesi).

Giacomo dimostra avversione per il parco gioco, dice che non vuole sporcarsi a giocare coi bambini, e, se lo invitano ad unirsi a loro, li respinge. A casa è tranquillo come sempre, ma spesso imbandisce un tavolino per una 'festa' come la chiama lui, ed esclude chiunque dalla partecipazione. Quando Anna gli si avvicina col girello o in braccio a me, teme che lei gli distrugga la tavola apparecchiata e la allontana.

Per il resto, dorme sereno 10 ore filate, mangia discretamente (pur con le preferenze tipiche dei bimbi della sua età), ed è abbastanza ubbidiente, molto curioso, sveglio e con un'ottima capacità di concentrazione e memoria. Ci preoccupa però il suo comportamento coi coetanei, visto che in settembre dovrà entrare in contatto con l'asilo ( la mamma riprenderà l'insegnamento, anche se part time).

Cosa fare? RingraziandoVi anticipatamente per la risposta, Vi auguriamo buon lavoro e ci complimentiamo con Voi per il sito.

 

Gentile signora
capisco Giacomo. E' cosa nota che la nascita di un fratellino o di una sorellina significa LA PERDITA DELL'ESCLUSIVITÀ, finora goduta, in quanto figlio unico. Anche quando i genitori fanno il possibile per rassicurare l'ex-figlio unico e per convincerlo dell'inutilità di sentimenti di gelosia o invidia, rimane pur sempre il fatto nudo e crudo: la mamma ora non è più SOLO la MIA MAMMA e il papà ora non è più SOLO il MIO PAPA'. Accettare questo nuovo fatto non è per niente facile; i bambini non ragionano con la testa da adulto ed è probabile che non serva affatto appellarsi alla loro ragionevolezza e comprensione nei confronti degli evidenti bisogni del nuovo arrivato o, nel caso Vostro, della nuova arrivata Anna.

Anche il più saggio dei bambini, quando arriva un fratellino o una sorellina (che prima di essere fratellino o sorellina è innanzitutto nuovo figlio o nuova figlia della mamma e del papà), è costretto a dover sperimentare la perdita di esclusività. E, come se non bastasse, per Giacomo anche l'esclusività goduta finora in quanto nipote assiduamente frequentato dalla nonna, è venuta a mancare. Anche in questo caso può non essere sufficiente fare appello alla comprensione e ragionevolezza del bambino e possono risultare del tutto inutili le rassicurazioni del tipo "non è l'amore della nonna per te ad essere venuto meno, ma la nonna semplicemente non sta tanto bene e non può occuparsi di te come prima."

Ma al di là delle "logiche adulte", semplicemente da capire per Giacomo è solo il fatto nudo e crudo: la PERDITA, forse drammaticamente irrecuperabile, dei riti finora vissuti con la nonna, e con la mamma o il papà, quando ancora erano papà e mamma in esclusiva e nonna in esclusiva.

Il tavolino apparecchiato da festa, preparato per ospiti esclusivi (la nonna come era prima dell'operazione al cuore e la madre e il padre come erano prima della nascita di Anna), ora che la nonna è malata e che i genitori esclusivi sono diventati anche genitori di un'altra bambina, questo tavolino apparecchiato da festa minaccia di rimanere drammaticamente vuoto.

Gli ospiti affettuosamente ricordati da Giacomo ed invitati da lui al suo tavolino in festa non ci sono più o comunque non sono più come prima e non sembrano più gli stessi di prima. Che triste dover imbandire un tavolino per una festa ed accorgersi che i desiderati ospiti sono impegnati altrove. O, peggio ancora, che si avvicinano per una mera "visita di cortesia", e per giunta, con la "non-invitata" Anna in braccio.

Cara signora, ho cercato darLe un possibile esempio di come ci si potrebbe avviare a mettersi nei panni del suo bambino. Non gli sarà certo impossibile, col tempo, comprendere "le logiche e le ragioni" dei suoi genitori, che ora sono anche i genitori di qualcun altro, e probabilmente Giacomo, col tempo, accoglierà sempre più volentieri al suo fianco anche la piccola Anna. Ma non forzate i tempi, e, soprattutto, siate creativi nel metterVi nei panni di Giacomo e nel dedicargli più tempo possibile "in esclusiva".

In un secondo momento e molto lentamente si potrebbe cercare di coinvolgere Giacomo in quanto "grande fratello" in piccoli compiti di responsabilità verso la piccola sorella: fate però molta attenzione alla sue reazioni, nel senso che devono essere svolti con un certo orgoglio, altrimenti aspettate.
Se Giacomo, in riferimento implicito o esplicito alla nonna, un giorno dovesse accennare al fatto della MALATTIA o della MORTE, non temiate di affrontare il discorso con lui (interessanti a questo proposito le indicazioni della dr.ssa Maria Teresa Vendramini in "La morte e qualcos'altro").

Per quanto riguarda l'avversione per il parco giochi e i coetanei, il non volersi sporcare e la conseguente l'incomprensione da parte di loro, consiglierei di non forzare il bambino. In certi periodi difficili della vita (come questi che sta passando Giacomo), le relazioni con i coetanei non sono sempre e necessariamente indicate, in particolare quando non rappresentano un luogo di confronto, comprensione e consolazione. Gli adulti, a volte, si rivolgono a gruppi di auto-aiuto quando decidono di condividere con altri i propri problemi. E i bambini? Evidentemente i bambini del parco per Giacomo in questo momento rappresentano tutt'altro che un "gruppo di auto-aiuto". Portatelo però lo stesso al parco ma accettate il fatto che Giacomo si scelga (o non si scelga!) tranquillamente i coetanei con i quali decide di intrattenersi.

Infine, per quanto riguarda la scuola dell'infanzia, penso che un graduale inserimento in essa sia assolutamente indicato: Giacomo conoscerebbe tanti coetanei, e chissà se non ci sia uno tra di loro con cui intraprendere un percorso insieme, dei passi di dialogo e crescita! Alcune difficoltà di inserimento ci potrebbero essere come non presentarsi affatto, stiamo a vedere... !

 


copyright © Educare.it - Anno I, Numero 9, Agosto 2001