- Categoria: Bimbi vivaci e/o iperattivi
L'incubo della scuola materna
Gentile Redazione,
ho 36 anni e sono mamma di un bimbo di 8 anni e una bimba di 4.
La bimba da sempre è abbastanza nervosa e iperattiva. Frequenta il secondo anno di scuola materna e ultimamente sta manifestando un rifiuto per la scuola: piange nel sonno e si sveglia, piangendo, supplicandomi di tenerla a casa. Ho ritenuto opportuno parlarne con l'insegnante, che mi ha sottolineato che si rifiuta di scrivere o disegnare, non vuole fermarsi a pranzo e tende ad imporsi sugli altri. Quando torna a casa continua ad essere irrequieta e, all'improvviso, piange pensando alla scuola ed implorandomi di non mandarla più. Se può essere utile informo che, per lavoro, ho affidato la bimba ad una baby-sitter dal secondo al terzo anno d'età. Attualmente non lavoro più, ma la bimba non ne è a conoscenza.
Come posso spiegarmi questa situazione? Come devo comportarmi? Devo assecondare la bimba e non mandarla più a scuola? Mi consigliate di farla visitare da uno psicologo-pediatra o questo potrebbe ancor più impressionare la bimba?
Attendo risposte e anticipatamente ringrazio.
Gentile signora,
i comportamenti che descrive potrebbero essere spiegati con diverse ipotesi, che andrebbero sostenute con ulteriori informazioni. Ad esempio se l'inserimento alla scuola materna è stato buono lo scorso anno e solo adesso, di punto in bianco, si presentano quelle manifestazioni cui accenna val la pena di cercare tra i cambiamenti intervenuti a scuola. Potrebbe trattarsi di un nuovo compagno dal quale si sente minacciata; da una nuova maestra dai modi più bruschi rispetto a quelli cui si era abituata; da eventuali attività di intersezione... Accanto a questa possibilità occorrerebbe considerare la relazione con babbo e (soprattutto) mamma. E' possibile che emergano solo ora paure (es. di abbandono) che prima la sua bambina aveva nascosto.
Tra i modi di aiutare la sua bambina ci potrebbe essere la riduzione del tempo scuola, concordando con lei che la mamma la andrà a prendere sempre dopo pranzo e che vuole trovarla contenta. Per inciso consideri che per alcuni bimbi la permanenza prolungata a scuola è una fonte elevata di stress. Visto che ora non lavora più, potrà dedicarsi in pace per qualche ora a sua figlia, in un contatto ravvicinato che l'aiuterà a rassicurarsi rispetto al bene di cui è investita. Non trascurerei neppure la possibilità di farle fare un percorso di psicomotricità ad impronta relazionale, in modo che la sua bimba venga aiutata ad esternare le sue paure, ad affrontarle e, come ci si augura, a superarle.
copyright © Educare.it - Anno I, Numero 1, Dicembre 2000

