- Categoria: Adolescenza
Problemi scolastici e Orientamento
Manuel ha 15 anni, è nato sottopeso e quindi ha trascorso i primi tempi della sua vita in incubatrice. In quel periodo io rimasi ricoverata in ospedale per stare vicino a lui tutto il tempo possibile e assicurargli sempre il mio latte.
Benché esilino è cresciuto sano, pratica sport ecc. È un ragazzino tranquillo ma un po' chiuso. Ha una sorella maggiore di 5 anni; lui ha sempre avuto un rapporto stretto con la sorella, da piccolo la seguiva, addirittura quando eravamo in vacanza, ancora piccolissimo, partecipava ai giochi della sorella e dei suoi amici invece di stare con i coetanei. Molte sue scelte sono state influenzate dalla sorella, tende spesso a copiare quello che fa lei, ora frequenta la stessa scuola che in precedenza lei aveva scelto.
Io mamma ho sempre lavorato, non avrei potuto farne a meno per motivi economici, quindi ha fatto la trafila asilo nido ecc., ma sia suo padre che io abbiamo sempre cercato di seguirlo (come del resto la figlia maggiore) e di amarlo il più possibile.
A parte un'orrenda calligrafia, nei primi anni di scuola non ha avuto problemi. I problemi scolastici sono cominciati in seconda media. In quel periodo mio marito, papà molto presente e che ama tantissimo i figli, ha avuto gravi problemi di salute, protrattisi a lungo, e tutti ne abbiamo risentito. Manuel ha cominciato a non andare bene a scuola; non solo, ma tentava in tutti i modi di nasconderci i suoi insuccessi: "dimenticava" il diario a scuola (per noi genitori) a casa (per gli insegnanti), nascondeva i voti, ne ha fatte di tutti i colori.
Ci siamo allora rivolti allo psicologo del centro per i problemi infantili di zona (non abbiamo soldi per eventuali sedute psicoterapiche a pagamento). Si è incontrato con lo psicologo (che naturalmente aveva parlato anche con noi) per qualche tempo. Risultato: il ragazzino non ha problemi particolari, ha un forte senso di appartenenza alla famiglia che concepisce come un tutt'uno, tende però a tentare di risolvere da solo eventuali problemi; ha sofferto per la malattia del padre e questo era, secondo lo psicologo, il motivo dei suoi problemi scolastici, tutto si sarebbe risolto in breve tempo.
In realtà Manuel continua a non andare bene a scuola. È educato, non disturba, ma non segue. Forse ormai gli mancano le basi, ma a noi genitori pare che abbia veramente poca voglia di studiare.
Quest'anno, prima superiore, molto probabilmente verrà respinto. La scuola che frequenta (stessa della sorella) l'ha scelta lui. Noi gli avevamo prospettato, prima dell'iscrizione, le difficoltà di tale scuola (liceo scientifico), ma fu irremovibile, anche adesso, nonostante gli insegnanti abbiano consigliato di indirizzarlo verso un altro tipo di studi continua a ribadire la sua scelta: ripeterà l'anno? Va bene (anzi no, ne soffre), continuerà presso la stessa scuola. È possibile che il ripetere l'anno si riveli positivo in seguito, o potrebbe essere un trauma? Noi genitori e sorella siamo fortemente preoccupati.
Non vorremmo ritrovarci un giorno con un adulto infelice e senza possibilità di lavoro. Non abbiamo pregiudizi, per noi potrebbe benissimo scegliere un facile corso professionale (elettricista, parrucchiere...) anche se la sorella sarà un giorno laureata (frequenta l'Università), ma è Manuel che non vuole (forse per invidia?).
Posso avere qualche consiglio? Non ditemi di rivolgermi a qualche consulente a pagamento, purtroppo non possiamo.
Grazie. Una mamma preoccupata
Gentile signora,
vorrei partire proprio dall'ultima parte della sua mail, dove chiede qualche consiglio, non potendo rivolgersi a un "consulente a pagamento". Visto che suo figlio frequenta la prima superiore ed ha, come lei dice, "problemi scolastici" vorrei informarla che nelle scuole superiori da qualche anno esistono i CIC, centri di informazione e consulenza, gestiti da docenti specializzati o da consulenti esterni che svolgono una attività di informazione, sostegno, supporto e consulenza per gli studenti in difficoltà. Ora forse lei potrebbe non essere al corrente di questo servizio che le scuole offrono, ma mi pare strano che non ne sia informato suo figlio..... Vale forse la pena di chiedersi se lui vuole un aiuto in questo senso! Cosa ne pensa suo figlio delle sue preoccupazioni, cosa le dice? Riconosce anche lui le preoccupazioni e i problemi che lei descrive e che sua figlia condivide? Lui di fatto nascondeva i suoi insuccessi, ma dal racconto che lei fa non emerge la voce di suo figlio, mentre emerge la sua, quella dei genitori e quella di sua figlia.
Ma andiamo con ordine tornando ancora sulla consulenza. Dal racconto che lei fa emergono da una parte problemi di interesse e di motivazione (è educato, non disturba, ma non segue) che potrebbero dipendere da varie cause: una forma di preoccupazione (la malattia del padre....), ma anche da problemi di identità (è iniziato in seconda media) o di differenziazione (lo psicologo dice che è tutt'uno con la famiglia), ma potrebbero anche solo essere un problema di abilità di studio e di incapacità ad affrontare o meglio a fronteggiare i compite e le scelte personali che in età adolescenziale si presentano. Per questo motivo, al suo posto (se non esistessero ancora i CIC nella sua zona), inizierei dagli aspetti scolastici trasversali.
A questo proposito le consiglio di condividere con suo figlio la lettura e l'utilizzo di un testo molto utile per affrontare questo aspetto: Cornoldi, Imparare a Studiare, Erikson. Si possono con il questionario allegato indagare anche gli aspetti attributivi legati agli insuccessi ma anche ai successi. Certo che questi lavori avrebbero bisogno di una supervisione esperta ma.......
Tornando su questo aspetto della consulenza a pagamento non esiste solo la "seduta psicoterapica" e mi pare che suo figlio avrebbe bisogno più di una consulenza in chiave orientativa che di psicoterapia, almeno da ciò che lei dice. Potrebbe essere il secondo passo da fare dopo le abilità di studio. In una consulenza di tale tipo si stila un bilancio di competenze e si individuano le aree forti e le aree deboli anche in relazione al livello di autonomia e responsabilità del soggetto. Tali consulenze di solito si concludono con quattro sedute per una spesa totale di circa 300.000 400.000 lire. Per comprendere meglio questo aspetto le consiglio la lettura di un libro di M. Pombeni, il colloquio di orientamento, NIS, in particolare il capitolo che riguarda il POI, profilo orientativo individuale.
Il terzo passo che farei, se con gli altri non si ottengono risultati, potrebbe essere quello di una valutazione più approfondita sugli aspetti emotivi ed affettivi. Lo lascio per ultimo insieme con gli aspetti delle prassie e delle abilità visuomotorie (legati alla calligrafia) in quanto lei mi dice che lo psicologo ha escluso problemi particolari, nella consulenza fatta, affermando che tutto si sarebbe risolto in breve tempo. L'adolescenza è il periodo della rivisitazione e ricostruzione dell'identità e gli aspetti emotivi possono influenzare fortemente gli apprendimenti scolastici.
Una consulenza telematica di questo tipo non può andare oltre, per cui le consiglio comunque, se i problemi persistono, di rivolgersi ad uno psicologo, ad un counselor esperto in orientamento scolastico, oppure ad un pedagogista per approfondire in maniera interattiva le problematiche che lei ha descritto.
copyright © Educare.it - Anno I, Numero 7, Giugno 2001

