Come insegnante di Scuola Primaria, ho guardato con molto scetticismo l’istituzione prima di una Casa dei Bambini poi di una classe prima di Scuola Primaria ad indirizzo Montessoriano nell’Istituto Comprensivo dove lavoro. Ho visto bambini sdraiati proni per il corridoio con un libro in mano che svolgevano le attività, ho visto altri che stavano seduti sui banchi e altri che correvano in classe (forse anche Maria Montessori si sarebbe meravigliata), ho visto, erroneamente, il pensiero di Maria Montessori come una “moda”, come un indirizzo scolastico diverso dal tradizionale molto seguito e scelto da famiglie che volevano differenziarsi dal gruppo e che forse iscrivevano i propri figli a questa scuola senza conoscerne gli obiettivi pedagogici.
Ho cercato di capire, ho letto libri, riviste, ho visto sul “campo” (non senza scetticismo, ma questo è un mio limite) la metodologia montessoriana e mi sono chiesta se sia vecchia, superata, non al passo con il tempo e non adatta a formare le nuove generazioni del futuro i cosiddetti nati digitali. Ancora non sono giunta ad una conclusione definitiva ma posso affermare che la metodologia montessoriana non è sorpassata, in quanto essendo basata su solide basi scientifiche, ha tutti i requisiti per formare adeguatamente le generazioni future e permettere l’utilizzo delle nuove tecnologie.