#Metodologie attive

  • Tecnologie emergenti e inclusione scolastica: un’esperienza didattica con l’intelligenza artificiale

    AIL'articolo presenta un’esperienza di tirocinio realizzata in una scuola secondaria di secondo grado, finalizzata alla promozione dell’inclusione attraverso l’integrazione di metodologie attive, tecnologie digitali e linguaggi espressivi. Il progetto ha coinvolto una studentessa con disabilità all’interno di un percorso interdisciplinare centrato sul tema del monachesimo medievale.
    Particolare attenzione è stata dedicata alla valorizzazione dei punti di forza dell’alunna — in particolare le competenze digitali — come leva per il potenziamento delle abilità comunicative e relazionali. L’impiego dell’intelligenza artificiale, attraverso strumenti di sintesi vocale e ambienti immersivi, è stato concepito non come fine ma come mediatore didattico, capace di facilitare la partecipazione e ridurre le barriere all’apprendimento. Il contributo intende offrire spunti operativi e riflessioni critiche per una didattica inclusiva che integri in modo consapevole l’innovazione tecnologica.

  • Un viaggio tra eco-sostenibilità e accessibilità

    Nel panorama educativo contemporaneo, la scuola è chiamata a confrontarsi con una sfida sempre più complessa e, insieme, sempre più necessaria: tenere insieme apprendimento disciplinare, inclusione e orientamento al progetto di vita degli studenti. In questa prospettiva si colloca l’esperienza “ETA Viaggi: eco-travel agency”, un percorso didattico realizzato in una classe quarta di un Istituto professionale, nato dall’intento di costruire un’attività capace di integrare educazione civica, competenze digitali e metodologie collaborative, promuovendo partecipazione, autonomia e consapevolezza.
    Fin dall’inizio, il progetto non è stato pensato come una semplice sequenza di attività scolastiche, ma come un’esperienza concreta e significativa, in grado di mettere gli studenti nella condizione di agire, scegliere, confrontarsi e costruire insieme un prodotto comune. In questo senso, la proposta si è configurata come un autentico laboratorio di vita, nel quale i contenuti disciplinari hanno trovato senso dentro un compito reale e condiviso.