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La letteratura psicopedagogica si è occupata largamente dell'apprendimento e dell'inserimento sociale della persona con disabilità intellettiva ma poco della sua sessualità.
A differenza di quanto comunemente si pensa, la disabilità intellettiva non inibisce la libido né rende la pulsione sessuale della persona con disabilità sostanzialmente diversa da quella del normodotato. La sessualità e l'affettività degli individui è regolata dai centri del Sistema Nervoso Centrale, in particolare dal sistema limbico. Nel caso di persone con disabilità intellettiva è molto probabile che queste componenti non vengano compromesse dal Ritardo: questo significa che la dimensione della sessualità appartiene a un ambito potenzialmente sano.
L’articolo presenta una rassegna delle posizioni degli studiosi più autorevoli in questo ambito.
Bassi livelli di educazione sessuale mettono le persone con autismo a rischio di abusi. L’ignoranza sulla propria intimità, le espone, infatti, a una probabilità doppia di subire violenze carnali, nonché a un pericolo tre volte superiore rispetto al resto della popolazione di sperimentare contatti sessuali indesiderati.
La Danimarca è al primo posto tra i paesi nordici per uso di contraccettivi. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Acta Obstetricia et Gynecologica Scandinavica, nel 2013 il 42% delle danesi ha usato anticoncezionali prescritti da un medico. Seguono a poca distanza le donne di Svezia e Finlandia, mentre norvegesi e islandesi ricorrono meno ai contraccettivi (33% e 31% rispettivamente).
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