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La depressione rappresenta uno dei disturbi psicologici – psichiatrici più ingravescenti, in quanto annulla la gioia di vivere, elimina il desiderio di fare qualunque cosa. Da sempre le scienze della mente sono impegnate nel capire come la depressione possa invalidare il desiderio di impegnarsi e persino di svolgere le normali attività quotidiane. La persona depressa vive come un gravoso impegno ogni azione che deve compiere. Quello che prima era fatto senza fatica e in poco tempo diventa fonte di un grande disagio. Uno studio compiuto da ricercatori inglesi ha voluto indagare gli effetti che la depressione ha sulle performance di sportivi di alto livello. In altre parole, come il vissuto depressivo inficia l’impegno nello sport.
L’articolo si propone di tratteggiare alcuni aspetti dei sintomi cognitivi e comportamentali nel Disturbo Depressivo Maggiore, in riferimento alla compromissione nello svolgimento delle attività quotidiane. A fronte del quadro sintomatologico descritto, vengono delineati gli obiettivi principali dell’intervento psicoterapeutico ad orientamento cognitivo.
Il sonno è un’attività fisiologica estremamente importante per l’essere umano. Solitamente ogni persona passa un terzo della sua vita a dormire e il sonno viene considerato un fattore importante per la sopravvivenza. Infatti, esso svolge un ruolo insostituibile per il mantenimento sia della salute fisica che di quella mentale. Perché il sonno possa produrre i suoi vantaggi è necessario che siano rispettati alcuni parametri, relativi alla qualità, alla quantità e al ritmo di esso. Un ruolo importante sulla qualità e quantità del sonno viene svolto dagli eventi stressanti.
Spesso alla base di comportamenti particolarmente aggressivi o problematici che il bambino manifesta può esserci una sindrome depressiva. Capirlo è il primo passo per genitori e insegnanti per aiutare il piccolo ad emanciparsi da questa condizione morbosa. L’articolo affronta la depressione nell’età evolutiva. Dapprima si illustra la sintomatologia, che è diversificata a seconda dell’età del piccolo paziente. Successivamente si analizzano le cause e i fattori predisponenti, ambientali e individuali, di tale patologia. Quindi si prendono in considerazione le comorbilità e si esamina la terapia (psicologica e farmacologica) di questo quadro clinico. In ultimo, si delineano alcune linee guida relative alla sua prevenzione.
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