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  • Coding e pensiero computazionale

    codingIl pensiero computazionale è la capacità di trovare soluzioni a carattere algoritmico, così precise e definite da poter chiedere ad una macchina o ad un robot di eseguirle per noi. Con tutta evidenza, non si tratta di matematica e neppure di informatica. E’ senz’altro qualcosa di strettamente vicino alla logica. La logica convive con la sintassi e l’analisi, è presente in tutte le attività della vita, non solo scolastiche.
    Il pensiero computazionale è proprio questo: la capacità di descrivere un procedimento costruttivo che porti alla soluzione di una determinata situazione problematica. Avere pensiero computazionale vuol quindi dire essere in grado di attivare un processo mentale che permetta di risolvere problemi di varia natura utilizzando metodi e strumenti specifici, scomponendoli dapprima in tanti step, cercando di trovare una soluzione ad ogni fase per arrivare così più facilmente a quella finale. Naturalmente la soluzione trovata deve essere sempre verificata, attraverso una fase esperenziale o attraverso una simulazione della situazione presentata.

  • Coding unplugged e riflessione linguistica: un nuovo modo di fare grammatica

    coding unpluggedPer "coding unplugged" si intendono tutte quelle attività che utilizzano strumenti non digitali per la realizzazione di lavori che introducono ai concetti fondamentali dell’informatica. Sono sempre più frequenti esperienze didattiche che vedono gli studenti impegnati in attività analogiche che affiancano l’utilizzo di strumenti digitali. Fare coding a scuola senza computer può certo sembrare un ossimoro, se non fosse che il pensiero computazionale si attiva soprattutto attraverso una serie di attività stimolanti tipiche del coding unplugged. L’insegnamento dei principi della programmazione, infatti, non prevedono l'utilizzo dei dispositivi elettronici.

  • Coding: ritorno al futuro

    codingViviamo in un’era dove tutto è smart, dove comandiamo i nostri impianti di casa dal cellulare, dove è comparsa la valuta virtuale, dove il gaming si gioca in una realtà virtuale che è sempre più difficile da distinguere dalla quella reale. Se l’informatica fa parte della nostra vita, occorre saperla utilizzare nel modo migliore. Nel Piano Nazionale di Scuola Digitale, il coding ha un ruolo di primo piano. Oltre a essere il linguaggio delle cose, infatti, esso è sempre più il linguaggio delle persone. Inconsciamente noi dialoghiamo col nostro smartphone impartendo delle istruzioni che vengono programmate. Anche per comunicare ed aiutare i ragazzi di oggi non si può non usare la loro lingua, che è fatta di app, social e di tutto quel mondo informatico in cui facilmente si può rimanere vittime.

  • Educare alla creatività con ed alle nuove tecnologie

    orologio

    Il Raspberry è un computer dalle ridottissime dimensioni che nasce con l’obiettivo di offrire al pubblico un dispositivo in grado di affiancare, alle tradizionali performances dei computer moderni, prestazioni discrete ad un costo contenuto. Soprattutto la presenza di una GPIO (general purpose input-output) consente l’interazione del dispositivo con il mondo reale, mediante la realizzazione di una pluralità di progetti, tutti differenti ed originali tra loro, che affascinano la comunità degli appassionati, come l'orologio parlante illustrato nella figura. Tra i valori educativi di questo approccio vi è quello di valorizzare gli oggetti, anche quando sono rotti o sembrano inutilzzabili.

  • Il coding e le sue potenzialità didattiche

    codingL’articolo offre un approfondimento sul coding e sulle potenzialità didattiche del pensiero computazionale attraverso un excursus sulla letteratura di riferimento e una dettagliata lettura dei documenti ministeriali. Infine, fornisce una breve analisi per comprendere i concetti base dei linguaggi informatici e del funzionamento dei principali software usati a scuola come Scratch, che si avvalgono della cosiddetta “programmazione visuale a blocchi”.