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Tutti all'università, al lavoro ci si penserà

imgAumentano sensibilmente gli iscritti alle università italiane: quasi 12 mila matricole in più rispetto allo scorso anno. Secondo i dati diffusi da Skuola.net, l’Ateneo che ha registrato l’incremento maggiore è quello di Perugia (+42%), seguito da quello di Foggia (41,7%). In crescita anche Messina (+12,7), Catanzaro (+9,7%), Politecnico di Bari (+16,1), Palermo e Salerno (+8,6%).

Inoltre, le facoltà scientifiche, scelte dal 36,7% dei neo-diplomati, hanno sorpassato quelle sociali. Da notare, infine, che in 15 anni sono raddoppiati gli studenti stranieri che scelgono le università del Bel Paese. Il cui totale si attesta a circa 14 mila. I più numerosi sono quelli di nazionalità rumena (16%), albanese (11%) e cinese (8%).

In questa "corsa all'università", i giovani trascurano le possibilità offerte da un orientamento specializzato al lavoro. Secondo un recente rapporto di Unioncamere, sono oltre 200 mila i lavoratori specializzati che le aziende italiane cercano ma non trovano. E paradossalmente, nonostante l’alto tasso di disoccupazione giovanile, è proprio tra le nuove generazioni che scarseggiano figure professionali che rispondono alla domanda delle imprese. In cima ai comparti industriali con maggior carenza di manodopera segnala quello delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, dell’elettronica e metalmeccanico. Tra i più ricercati spiccano: gli addetti alle macchine utensili, i responsabili di progetto nel settore chimico, gli elettrotecnici e gli analisti programmatori.

Fonte: West-info.eu

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