- Categoria: L'AltraNotizia
- Scritto da Annalisa Lista
Il rifiuto della maternità: animali domestici al posto dei figli
“Nella mia vita ho abortito tre volte. Un figlio sarebbe stato solo un disastro per la mia carriera”. Dopo l’attrice hollywoodiana Jennifer Aniston, adesso è Marina Abramović, l’eclettica artista serba di fama internazionale, a difendere orgogliosamente, in un’intervista alla stampa tedesca, la categoria di quelle che l’istinto materno non sanno proprio cos’è. Perché: “ognuno di noi ha un’energia limitata nel proprio corpo. E io ho preferito non condividerla né dedicarla a uno o più bebé. Sta qui la differenza tra chi ha successo e chi no. Tante artiste talentuose non sfondano perché decidono di mettere su famiglia.”
Ma questo è solo uno spicchio del variegato mondo delle donne che hanno un rapporto iperconflittuale con la maternità. Come dimostra il caso delle cosiddette “madri pentite” raccontate nel best seller Regretting Motherhood dell’autrice Ornah Donath. Vi emergono confessioni e testimonianze che, alle orecchie di conservatorie e tradizionalisti, risuonano raccapriccianti. Come quella di V: “Neppure lo desideravo … mi sono pentita di essere incinta. Non posso più fare quello che voglio quando mi va, chissà dopo. Se solo potessi tornare indietro … mi vergogno. Anche se voi siete tutte così felici io, invece, sono triste“.
Oppure, quelle che alle urla dei marmocchi preferiscono l’abbaiare del cane o il miagolio del micio. Una sorta di maternità del secondo tipo in continua espansione. Come confermano i dati dell’America dove sono sempre più numerose le donne, tra i 15 e i 29 anni, con meno figli e più pets. Oppure quelli dell’Europa, in particolare del nostro Belpaese, dove, a fronte di un crollo record delle nascite (- 15 mila nati in Italia nel 2015 rispetto al 2014), sono aumentate le adozioni di animali domestici: sono 60 milioni circa, ad animare la quotidianità familiare degli italiani.
Fonte: West, 01/08/2016
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