Educare.it: rivista online di educazione, pedagogia e psicologia

A+ A A-

#scuola

  • Gocce di memoria

    gocceQuella mattina per Gutta non era come tutte le altre.
    Fare colazione, sistemare tutto nella borsa, correre di corsa a scuola: gesti ordinari, ripetuti ormai da tanti e tanti anni, che però quel giorno avrebbe compiuto per l’ultima volta.
    Era giunta ormai al capitolo finale del suo insegnamento e, dal giorno successivo, sarebbe ufficialmente entrata nel club delle “gocce in pensione”.
    Per salutare i suoi alunni, aveva deciso di organizzare una lezione sull’importanza della memoria, fedelmente custodita dalle gocce più anziane.
    E quale modo migliore, per parlare della memoria, se non raccontare di se stessi, della propria storia?
    Già da circa un mese, Gutta aveva raccolto materiale vario: vecchie fotografie e filmati, in bianco e nero; antichi ritagli di giornale; lettere d’amore scambiate durante i periodi bui della guerra.
    Aveva organizzato un video-documentario, in cui si alternavano filmati e immagini, che lei stessa avrebbe commentato.
  • Grammatica in mostra

    grammatica in mostraE’ possibile conciliare grammatica e arte? Come possiamo riflettere sulla etimologia della parola e nello stesso tempo stimolare creatività? Mi sono chiesta spesso se fosse possibile offrire ai miei studenti un modo originale,artistico, ludico e personale per riflettere sulla lingua italiana. Da queste riflessioni sono nate le attività che ho proposto alla mia classe terza di Scuola Primaria in occasione della settimana della creatività: Grammatica in mostra.Si tratta di una serie di esercizi grammaticali tradotti in arte; il bambino ha creato in modo personale una serie di opere che sono tuttavia intrinseche in primis di contenuti grammaticali.

  • Gran Bretagna: troppi genitori contro gli insegnanti

    docenteAlla base della perdita di autorità degli insegnanti verso gli alunni c’è una causa sottaciuta, ma deflagrante: il ruolo assunto dai genitori, che in molti casi spalleggiano, in modo improprio, i figli. Uno dei casi più recenti ed eclatanti è quello del Regno Unito, dove addirittura il 22% dei docenti riferisce di essere stato il bersaglio di pesanti e infondate denunce da parte di allievi, spesso sostenuti da mamma e papà.

  • Guardare al totalitarismo per educare alla democrazia. Alcuni orientamenti

    totalitarismoL’articolo esamina dapprima alcune caratteristiche delle dinamiche totalitarie: la semplificazione, l'assolutizzazione ed il riduzionismo, per indagare poi alcune ragioni dei sostenitori dei totalitarismi. Alla luce degli elementi acquisiti, il testo si chiude proponendo tre spunti orientativi a favore di un'efficace educazione alla cittadinanza democratica.

  • Guida AIPD sull'inclusione scolastica: diritti e doveri

    imgL’AIPD (Associazione Italiana Persone Down) da tempo si occupa, attraverso il suo Osservatorio Scolastico, di offrire consulenza specifica sul tema dell’inclusione scolastica degli alunni con sindrome di Down (ma anche con altri tipo di disabilità). Frutto anche di questa lunga esperienza  è la stesura della nuova Guida all’inclusione scolastica, che l’AIPD ha realizzato e messo a disposizione gratuitamente online a tutti gli utenti che volessero scaricarla. Grazie al formato elettronico, la guida può essere scaricata o consultata facilmente e sempre a portata di mano, così da rappresentare, per le famiglie ma anche per gli operatori, un utile vademecum per orientarsi  nella materia.

  • I bisogni educativi speciali. Verso una scuola sempre più inclusiva

    bes scuolaOgni insegnante sa che i bambini che lo preoccupano per qualche forma di difficoltà sono in numero maggiore di quelli certificati dall’Azienda Sanitaria. Accanto ad alunni con patologie nell’apprendimento e nello sviluppo ve ne sono altri che hanno “soltanto” un apprendimento difficile e rallentato, o che mostrano difficoltà comportamentali e nelle relazioni, o che presentano difficoltà di origine familiare, sociale ed economica. Inoltre, in questi ultimi anni è cresciuto notevolmente il numero dei bambini che provengono da ambiti culturali e linguistici anche molto diversi. In ogni scuola ci sono alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione per una varietà di ragioni: svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse.

  • I Bro di Alighieri – La Divina Commedia in chiave rap

    Dante_okCon il progetto “I BRO DI ALIGHIERI”, la Divina Commedia si è trasformata in un’opera rap, grazie alla collaborazione degli studenti di una classe seconda della scuola secondaria di primo grado. Inclusione, collaborazione e creatività hanno caratterizzato questo percorso nato per rafforzare il senso di appartenenza della classe e valorizzare le passioni di Paolo, un alunno in cerca della propria identità che ha trasformato la propria fragilità in punti di forza grazie all’aiuto dei propri compagni. Mediante un efficace lavoro di squadra, ciascuno studente ha rivestito un ruolo cruciale nella costruzione di un contesto inclusivo, dove le competenze individuali hanno trovato adeguata valorizzazione, divenendo componenti indispensabili per l'intero gruppo. Il percorso didattico è culminato in una rappresentazione scenica realizzata durante il Dantedì, la giornata nazionale dedicata al sommo poeta. È stata un'occasione di autentica collaborazione e integrazione, in cui ogni contributo personale ha concorso a trasformare la scuola in uno spazio di autentica crescita collettiva.

  • I dati sulla disabilità nel primo ciclo di istruzione

    imgSecondo il rapporto Istat sull’integrazione scolastica, con dati riferiti all'A.S. 2016-17, gli alunni con disabilità sono pari a 90 mila nella scuola primaria (pari al 3% del totale degli iscritti) e 69 mila nella scuola secondaria di I grado (il 4% del totale). Complessivamente, sono circa 3 mila in più rispetto all’anno precedente. I due terzi degli studenti certificati presentano una disabilità di natura intellettiva. I giovanissimi, che presentano disturbi mentali dell’età evolutiva, si stima che siano 11 su 100 mila minori. I disturbi intellettivi sono quelli più frequenti (73%) e sono spesso associati (56%) ad altri tipi di disabilità.

  • I dieci comandamenti dell'insegnante

    polyaGeorge Polya (1887-1985) è stato un matematico ungherese. Lavorò su una grande varietà di argomenti matematici come  le serie, la  teoria dei numeri,  il calcolo combinatorio e la probabilità.

    Ecco i suoi "comandamenti" per chi si dedica all'insegnamento:

    1 - Abbi interesse per la tua materia

    2- Conosci la tua materia

    3 - Conosci i modi secondo i quali si impara: il miglior modo di imparare qualsiasi cosa è di scoprirla da soli

    4 - Cerca di leggere sul viso degli studenti, cerca di capire le loro aspettative e le loro difficoltà; mettile al loro posto

    5 - Dai loro non soltanto informazioni, ma anche "saper-come", attitudini mentali, abitudine al lavoro metodico

    6 - Fai loro imparare ad indovinare

    7 - Fai loro imparare a dimostrare

    8 - Cerca quegli aspetti del problema in questione che possono essere utili per i problemi futuri, cerca di mettere in evidenza lo schema generale che sta dietro la situazione concreta presente.

    9 - Non rivelare subito tutto il tuo segreto, fallo indovinare dagli studenti prima di dirlo, fa loro scoprire da soli quanto è possibile

    10 - Suggeriscilo, non forzarlo.

     

    Fonte:  La scoperta matematica, vol.II, Feltrinelli, 1967

  • I disturbi del comportamento nel contesto scolastico

    dopI disturbi del comportamento comprendono due patologie, ovvero il disturbo della condotta (DC) e il disturbo oppositivo provocatorio (DOP). I tratti distintivi di entrambi i disturbi sono l’aggressività ed i comportamenti distonici nei confronti degli altri. Queste patologie tendono ad aggravarsi nel corso dell’età evolutiva, raggiungendo il periodo di maggiore acuzie durante l’adolescenza, in particolare il disturbo della condotta. L’aggressività è l’elemento base di entrambe le patologie, che può essere distinta in due tipologie: l’aggressività predatoria (o aggressività proattiva) e l’aggressività affettiva (o reattiva). La prima è contrassegnata da comportamenti violenti che sono pianificati e non producono conseguenze fisiche sul soggetto che la pratica, la seconda rappresenta una forma di aggressività che non obbedisce ad una logica strategica, si rivela episodica e contestuale con una forte caratterizzazione impulsiva, la cui conseguenza è rappresentata anche da autolesioni. La prima forma di aggressività è tipica del disturbo della condotta, mentre la seconda forma la si ritrova nel disturbo oppositivo provocatorio.

  • I disturbi del linguaggio nel contesto scolastico

    disturbi linguaggioIn accordo con l’ICD-10 (la classificazione delle malattie secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità), i disturbi specifici del linguaggio possono essere definiti come: «disturbi in cui l'acquisizione delle normali abilità linguistiche è compromessa sin dai primi stadi dello sviluppo. Essi non sono direttamente attribuibili ad alterazioni neurologiche o ad anomalie dei meccanismi dell'eloquio, a compromissioni sensoriali, a ritardo mentale o a fattori ambientali. I disturbi evolutivi specifici dell'eloquio e del linguaggio sono spesso seguiti da problemi associati, come difficoltà nella lettura e nella compitazione, anomalie nelle relazioni interpersonali e disturbi emotivi e comportamentali»

    [WHO (Organizzazione Mondiale della Sanità) - DIMDI (Istituto tedesco di documentazione e informazione medica) (2018). ICD - 10 - GM 2018. Neuchâtel (CH): UST, pag. 211].

    I Disturbi del Linguagio possono essere distinti nel modo seguente:

    • disturbo specifico dell’articolazione e dell’eloquio;
    • disturbo specifico del linguaggio espressivo o della produzione linguistica;
    • disturbo specifico della comprensione del linguaggio o del linguaggio ricettivo.

    Il DSM-5 (la classificazione delle malattie mentali secondo l’Associazione degli Psichiatri Americani) definisce globalmente i disturbi specifici del linguaggio come disturbo della comunicazione e li inquadra nell’ambito dei disturbi del neurosviluppo. Essi includono prevalentemente:

    • disturbo del linguaggio (che corrisponde al disturbo del linguaggio espressivo e ricettivo);
    • disturbo fonetico-fonologico (che è paragonabile al disturbo dell’articolazione e dell’eloquio);
    • disturbo della comunicazione sociale (pragmatica) (in cui vi è uno scarsa competenza nell’utilizzo della comunicazione per fini sociali).

    In questo articolo si seguirà la classificazione classica proposta dall’ICD-10.

  • I giovani passano più ore su internet che a scuola

    logoGli studenti italiani passano più tempo su internet che a scuola: un ragazzo su 6 usa il web per più di 5 ore al giorno. A scattare la fotografia dei giovani e dell’utilizzo della Rete è stato il Saver internet center italiano, che ha condotto un sondaggio in collaborazione con Skuola.net.

  • I modelli di PEI da utilizzare nell'AS 2023/24

    decreto 153Con Decreto n. 153 del 1 agosto 2023, il Ministero dell'Istruzione e del Merito, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, ha definito le disposizioni correttive al D.I. n. 182 del 29/12/2020, recante: "Adozione del modello nazionale di piano educativo individualizzato e delle correlate linee guida, nonché modalità di assegnazione delle misure di sostegno agli alunni con disabilità, ai sensi dell'articolo 7, comma 2-ter del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66".

  • I numeri della scuola pubblica 2015/2016

    imgIl MIUR fornisce un anticipazione sui principali dati della scuola statale, che permette di avere un quadro della complessità dell'istruzione nel nostro Paese. Nell'anno scolastico appena iniziato gli studenti sono 7.862.022, in leggero calo rispetto allo scorso anno; sono distribuiti in 369.913 classi e collocati in 8.384 scuole. Aumenta il numero dei professori di cattedra, come pure quelli di sostegno per l'aumento degli alunni con disabilità (sono 217.563 a fronte dei 174.404 dell'anno scolastico 2007-2008).

    Gli alunni stranieri sono quasi uno su dieci. La Lombardia è la regione con più alunni non italiani (186.868) seguita dall’Emilia Romagna (90.234), dal Veneto (83.326) e dal Lazio (71.052).

  • I professionisti dell’educazione nel sistema scolastico italiano

    educatoriL’articolo sostiene la necessità di inserire figure professionali all’interno della scuola, per supportare gli insegnanti nel compito sempre più complesso di accompagnare gli studenti verso una crescita globale della loro personalità. In questa direzione viene ripreso quanto approvato nella Legge di Bilancio 2018, che istituisce la figura dell’educatore socio-pedagogico e valorizza quella del pedagogista.

     

  • I ragazzi con il cappuccio in testa

    imgEntrano in classe come se dovessero coprirsi dalle intemperie, guardano dritto senza salutare l'insegnante e si siedono al loro banco aspettando chissà cosa. Ogni giorno questi ragazzi mi sfidano, mettendo a dura prova la mia pazienza, rifiutando ogni forma di interazione e di accoglienza. Passano le ore in uno stato di letargia o iperattività, con lo sguardo assonnato o in preda a un meccanismo di instabilità motoria che li porta a girovagare per la classe come se dovessero misurare il tempo e lo spazio della loro dimensione. Sono i cosiddetti ragazzi “difficili”, termine generico e non sempre definito che accomuna i disadattati che non riescono a trovare nell'istituzione e nel gruppo scolastico il senso di integrazione e di appartenenza.

  • Identità in gioco. Un percorso di educazione interculturale

    identità in giocoLa scuola italiana è attraversata da molteplici cambiamenti di natura sociale, culturale e professionale che rendono particolarmente cogente l’orientamento multiculturale. I principi dell’educazione interculturale diventano occasione per aggiornare strategie didattiche e formative in funzione degli eterogenei bisogni degli studenti. L’articolo illustra un intervento progettato e realizzato all’interno di un CPIA siciliano che ha consentito di sperimentare percorsi metodologici innovativi per affrontare con slancio la sfida educativa e didattica posta dalla scuola multiculturale.

  • Il 97% dei bambini italiani studia l'inglese

    imgNell’Unione europea oltre l’80% degli alunni delle scuole elementari studia una lingua straniera che, nel 77% dei casi, è l’inglese. L’Italia si piazza sopra la media: il Belpaese, infatti, è uno degli Stati Ue in cui lo studio di un idioma straniero alle scuole primarie è più diffuso, con una percentuale del 99,7%. L’inglese è la lingua più insegnata fra gli alunni italiani (98,8%), seguita a distanza dal tedesco (2%).

  • Il calendario scolastico 2014-2015

    calendarioI primi studenti a dover tornare tra i banchi di scuola sono quelli dell'Alto Adige e del Trentino, i quali torneranno a sedersi tra i banchi di scuola rispettivamente il prossimo 8 e 10 settembre 2014. Giovedì 11 settembre 2014, invece, zaino in spalla per gli studenti dell'Abruzzo e della Valle d'Aosta.

  • Il coding e le sue potenzialità didattiche

    codingL’articolo offre un approfondimento sul coding e sulle potenzialità didattiche del pensiero computazionale attraverso un excursus sulla letteratura di riferimento e una dettagliata lettura dei documenti ministeriali. Infine, fornisce una breve analisi per comprendere i concetti base dei linguaggi informatici e del funzionamento dei principali software usati a scuola come Scratch, che si avvalgono della cosiddetta “programmazione visuale a blocchi”.