- Scritto da Corrado Muscarà
- Categoria: Scuola e dintorni
Tecnologie informatiche e inclusione scolastica
L’introduzione delle nuove tecnologie in ambito educativo[1], la rapida diffusione dei software didattici, la proliferazione di strumenti progettati specificatamente per rispondere alle esigenze di allievi con disabilità e con difficoltà di apprendimento di vario tipo[2], esigono una riflessione sui nuovi modelli educativo-didattici, sui diversi spazi di confronto intorno all’utilizzazione di questi dispositivi a scuola.
Il mercato attuale offre molti prodotti tecnologici (elettronici) progettati per facilitare i processi insegnativo-apprenditivi, ma sono ancora insufficienti i principi pedagogici in grado di sostenerne un utilizzo coerente ai bisogni reali della persona[3].
Nonostante i numerosi contributi di riflessione offerti da diversi studiosi e l’attivazione di alcuni servizi ministeriali per i docenti (come quelli, per esempio, che, a partire dal 1997, ha promosso il Programma Ministeriale per lo Sviluppo delle Tecnologie educative, e di tanti altri proposti e avviati da vari istituti)[4], il personale educativo necessita, a nostro avviso, di una rinnovata formazione pedagogica sul versante tecnologico-inclusivo, orientato verso una cultura delle nuove tecnologie a sostegno dell’educazione e della formazione degli alunni con bisogni educativi speciali (BES).
