- Categoria: Ricerche sulla disabilità
Il cane come mediatore educativo nell’esperienza di pet-therapy con soggetti affetti da disabilità intellettiva - Alessandro
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ALESSANDRO di anni 21
E' affetto da cerebropatia neonatale. Sindrome comiziale. Quadro di tetraparesi spastica. Piede equino varo supinato.
Cammina con difficoltà ma riesce anche a correre. Si muove autonomamente nell'ambiente, molto curioso, socievole, scherzoso. Capisce messaggi semplici. Per quanto riguarda il linguaggio si limita ad alcune semplici parole che integra con una gestualità molto espressiva.
Il progetto generale di Alessandro è orientato principalmente al recupero di una stabilità affettivo emotiva attraverso la relazione. Alessandro è accolto presso una Comunità Alloggio e vive in modo disorientato il rapporto tra parenti, educatrici della Comunità e educatori del Centro, non riuscendo ancora a stabilire un equilibrio affettivo duraturo con le persone di riferimento. Alessandro è in grado di essere molto partecipe alle attività proposte a condizione di una stabilità affettiva di fondo. La finalità ultima del progetto è di permettergli un'elaborazione del rapporto con la madre nella direzione di una propria autonomia affettiva ed elaborazione del distacco.
Un grosso spazio nel lavoro quotidiano è rivestito dall'attenzione posta al mantenimento/recupero motorio causato dal suo deficit. Rimane di fondo la necessità di porre attenzione allo stato affettivo emotivo di Alessandro in quanto solo a condizione di un raggiunto equilibrio, si hanno: motivazione, attenzione, entusiasmo e risultati in qualsiasi attività gli si proponga.
PROGETTO DI PET-THERAPY
Per Alessandro si è pensato di utilizzare il cane principalmente per la parte motoria, di comunicazione e di relazione. E' stata ipotizzata la possibilità di condurre il cane in un percorso strutturato attraverso linee tracciate per terra spezzate in modo discontinuo per aumentare l'attenzione visiva, motoria al movimento del cane. Altro obiettivo che si raggiunge è l'attenzione al compito e alla consegna che si realizza nella capacità di condurre il cane in modo corretto nell'ambiente esterno. In questa fase il cane è addestrato per restare al suo passo, seguire un percorso, fermarsi e muoversi ai comandi esterni dati dal conduttore, cogliere i messaggi sonori del cane e i messaggi di movimento. L'obiettivo successivo è di comandare il cane secondo le consegne ricevute e muoversi quindi nella più completa autonomia. Una seconda parte del lavoro si svolge a tappeto dove Alessandro può rotolare, strisciare, gattonare ed eseguire sequenze motorie di riabilitazione a tappeto ed a cavallo di psico-block. Nel lavoro a tappeto grossa attenzione è posta all'uso delle mani e delle braccia per i movimenti di spazzolatura e di accarezzamento del cane.
RISULTATI OTTENUTI DA ALESSANDRO
Premessa importante è ricordare come i rapporti affettivi discontinui dovuti alla mancanza di individuazione di figure di riferimento incidano considerevolmente sulla sua presenza mentale e partecipazione alle attività proposte. Premesso questo possiamo tracciare un quadro molto positivo dell'esperienza di lavoro principalmente per il canale affettivo sia con il cane sia con il conduttore. L'entusiasmo, la motivazione, sono molto alti perché per la prima volta è lui che conduce e non è condotto. Questo aspetto rappresenta sicuramente uno degli eventi significativi nell'esperienza educativa con il cane in quanto per la prima volta è costretto a farsi carico di se stesso, delle sue difficoltà motorie e di equilibrio, del cane a cui è affettivamente vicino e dell'ambiente, orientato all'esecuzione di una consegna ben precisa. Questo dovrebbe permettergli un'elaborazione di strategie in termini ai automatismo in quanto l'attenzione principale non è più su di sé, ma sull'altro da sé. In questa situazione è stato posto particolare riguardo all'addestramento del cane perché i tempi di movimento di Alessandro sono molto lenti e i livelli di comunicazione (verbale e gestuale) sono molto bassi, ma non a livello espressivo/relazionale. Il cane deve essere addestrato a leggere i livelli comunicativi che si manifestano in modo distorto e non sempre chiaro. Si sta ora costruendo il passaggio dalla percezione del movimento del cane, alla costruzione della capacità per poter interagire autonomamente ed interamente con il cane. L'animale diventa elemento di stimolo costante per il raggiungimento di obiettivi riabilitativi per il movimento finalizzato. Un risultato palese è la stazione eretta nella deambulazione in completa autonomia con il cane, un miglioramento dell'equilibrio sia da seduto, sia in movimento, un aumento dei movimenti finalizzati e un aumento dell'attenzione nel controllo dell'ambiente che si manifestano come maggior sicurezza del movimento e una riduzione dei bruschi cambiamenti di iper-tono.

