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Vivere di scuola

  • Scritto da Annamaria Gatti
  • Categoria: Vivere di Scuola

Sull'inizio del nuovo anno scolastico

“Cari ragazzi, dovreste chiedere voi esami più rigorosi!”
E’ un consiglio di Francesco Alberoni, apparso qualche tempo fa sul Corriere: sbagliano quei genitori che vogliono risparmiare ai loro figli fatiche e rinunce e invita i ragazzi a chiedere più esami e prove più rigorose per divenire forti e maturi.

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  • Scritto da Patrizia Marchegiani
  • Categoria: Vivere di Scuola

Adozione a distanza. Un'esperienza in una Scuola dell'Infanzia

Natale e Pasqua, per noi maestre della Scuola dell’Infanzia, significano spesso interruzione della regolare programmazione didattica. E poi ‘tempi stretti’, stress, addobbi da realizzare, ‘recitine’ da organizzare, ‘lavoretti’ da realizzare, regalini o ovetti di cioccolato da acquistare per i bambini… E qualche volta (conviene essere oneste e ammetterlo!) tutto questo avviene, subdolamente, in un clima di reciproca competizione tra insegnanti: qualcosa come una gara di abilità tecnico-creativa nello sfoggio dei lavoretti ‘più belli’ o nell’esibizione delle recitine più originali e apprezzate dai genitori…

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  • Scritto da Elisabetta Galuppi
  • Categoria: Vivere di Scuola

Un'esperienza... formativa. Inizio d'anno in una Scuola dell'Infanzia

Un’esperienza possibile, impensabile, …reale.

Porte chiuse;
orari prestabiliti per l’uso degli spazi comuni affinché non ci si incontri;
orari esposti sulla porta del salone dei giochi;
differenti “pause biscotto” e utilizzo dei bagni….tranne rare interferenze dovute a emergenze impreviste;
giochi itineranti dal salone all’aula di sezione: “I pentolini sono nostri, li avete usati per errore il primo giorno…ci sono sfuggiti”.
“In giardino andiamo noi dalle ore… alle ore…e questi sono orari provvisori, quando ci saremo organizzati per l’orario definitivo, ti faremo sapere”.

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  • Scritto da Patrizia Marchegiani
  • Categoria: Vivere di Scuola

Halloween a scuola

Insegno nella Scuola dell’Infanzia ormai da nove anni. E ogni anno, a fine ottobre, mi trovo puntualmente a cozzare con la questione di Halloween.
Se come persona sono abituata ‘alla consapevolezza’, al domandarmi le ragioni di ogni mia scelta e azione, ancor più, come insegnante, cerco di definire ed esplicitare le motivazioni e gli obiettivi di ogni azione educativa e formativa. Ora, di fronte alle mie colleghe che si industriano e si agitano nel disegnare pipistrelli, fantasmi, zombi e streghe per il 31 ottobre, io non riesco proprio a trovare motivazioni per cui, come scuola, dovrei decidere di aderire e incrementare questa festa.
Mi avvampa, piuttosto, la stizza contro questa irresistibile seduzione che, in noi italiani, sembra esercitare tutto ciò che giunge dall’estero!

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