- Categoria: Monografie
- Scritto da Marinella Attinà, Paola Martino
Passaggi generazionali: questioni pedagogiche aperte - Cosa resta dell'Università?
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Se dalla scuola ci spostiamo rapidamente sui percorsi universitari, non è possibile non tener conto di alcune significative trasformazioni dell’assetto universitario italiano. La domanda che sembra imporsi è la seguente: cosa resta dell’Università come grande istituzione nata nella pienezza della modernità? Non s’intende negare la necessità che l’università dovesse essere riformata nelle mutate condizioni storico-culturali della fine degli anni Novanta, quello che s’intende sottolineare è la sensazione, da più parti avvertita, che l’università abbia, per utilizzare una fulminate espressione di Hannah Arendt, il futuro alle spalle. Basti pensare che oggi chi può ritorna alla struttura curricolare unitaria (vedi lauree magistrali a ciclo unico), chi può torna alla scansione annuale degli insegnamenti (le semestralità hanno ormai vita breve), chi può, insomma, progetta il futuro guardando al passato.
Le recenti norme che riguardano l’assetto universitario tentano di razionalizzare i Corsi di Laurea, molti dei quali, destinati a scomparire nel prossimo triennio. Tale razionalizzazione è dettata, più che da una chiara idea di formazione universitaria, dalle istanze di una spending review così sintetizzabile: l’università faccia ciò che vuole purché lo faccia con i soldi propri.
Che fine fa la figura del docente universitario sempre più impegnato in azioni burocratico-amministrative che poco o nulla hanno a che fare con il suo profilo di intellettuale? Che fine fa la figura dello studente universitario?
E proprio il profilo dello studente universitario offre la sponda per aprire uno squarcio argomentativo su un’ulteriore questione pedagogica aperta: la condizione giovanile.

