- Categoria: Monografie
- Scritto da Marinella Attinà, Paola Martino
Passaggi generazionali: questioni pedagogiche aperte - Un discorso educativo nel tempo della secolarizzazione
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Prima questione: è possibile riproporre entro la narrazione pedagogica il paradigma filosofico d’ispirazione personalista-neopersonalista? Ancora, è immaginabile progettare un discorso educativo nel tempo della secolarizzazione trionfante e dell’avvento dell’imperialismo scientifico?
Non si possono non richiamare le grandi sintesi della pedagogia dalla prima metà del Ventesimo secolo fino alle prospettive che riguardano la seconda metà dello stesso, rinvenibili nelle opere di Giovanni Gentile, Giuseppe Lombardo Radice, Jacques Maritain, da una parte, e Maria Montessori, John Dewey, Jean Piaget, dall’altra.
Si tratta di sintesi che segnano il passaggio da una narrazione filosofica ad una narrazione scientifica (Sola, 2002), da una narrazione di ispirazione cristiana ad una narrazione che, lentamente ma inesorabilmente, sposta l’asse di baricentro sul terreno della secolarizzazione e della successiva secolarizzazione della secolarizzazione. Tra queste sintesi narrative, la cui articolazione può essere colta attraverso la linea che va dal crociano perché non possiamo non dirci cristiani al ci si può dire cristiani senza più essere necessariamente cristiani, fino all’affermarsi di un pensiero nichilista che sostine la probabilità di essere tanto più umani quanto meno si è cristiani, è pensabile cercare costantemente l’opportunità di coniugare l’essere cristiani con l’essere moderni.
L’adesione ad una filosofia di forte impianto personalista/neopersonalista è sempre, comunque, una adesione aperta, dialogante sia con i maestri del passato, dal momento che l’educazione è un rinnovellare la tradizione (Gadamer), sia con quei tratti che, di volta in volta, specificano e marcano la temperie culturale dominante, l’orizzonte storico hic et nunc.
Lo sforzo appassionato, a cui è chiamato un pedagogista che intende problematizzare l’educativo entro un orizzonte personalista, è nel tener ben saldi alcuni paletti, alcuni limiti invalicabili come quello del costrutto persona; questo rappresenta il leit-motiv, lo sfondo dai contorni delineati per prefigurare un possibile contrattacco rispetto ad un pensare laicisticamente, nichilisticamente, tecnicisticamente, post-umanisticamente.

