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Il legame primario: un'esperienza di vita tutt'altro che perduta - La trasmissione intergenerazionale dell'attaccamento
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4. La trasmissione intergenerazionale dell'attaccamento
In pratica i genitori realizzano, per lo più, quei modelli di comportamento che hanno sperimentato loro stessi da bambini. Questo non vuol dire che il mestiere di genitore si basi sull’imitazione di quanto si è visto fare quando si era figli. Il meccanismo che permette la trasmissione intergenerazionale dell’attaccamento e che rende ereditaria la sicurezza o l’ansia affettiva è da ricondurre proprio all’effetto filtro costituito dai modelli operativi interni, i quali guidano il comportamento parentale attraverso una vera e propria “identificazione”. Il modello mentale interno che ciascun genitore ha della propria figura di attaccamento regola il modo in cui lei (o lui) si comporta con il proprio figlio.
Mary Main ha messo a punto uno strumento, l’Adult Attachment Interview (AAI), che permette di misurare il modello mentale dell’attaccamento degli adulti attraverso i loro racconti relativi alle prime esperienze con i genitori. Agli intervistati viene chiesto di descrivere e valutare le relazioni di attaccamento che hanno vissuto nell’infanzia, eventuali perdite o separazioni da figure di attaccamento e gli effetti di queste esperienze sullo sviluppo della loro personalità. Questo questionario fornisce a chi parla un’ampia opportunità di confermare o di contraddire il quadro fornito delle esperienze infantili. Per esempio, viene chiesto di descrivere con cinque aggettivi le relazioni vissute nell’infanzia con ciascun genitore e, successivamente, di raccontare ricordi specifici che giustifichino la scelta di ciascun aggettivo.
L’analisi delle trascrizioni di queste interviste ha permesso di identificare tre tipi principali di attaccamento adulto o, meglio, tre tipi di rappresentazioni mentali dei legami di attaccamento e questo perché la classificazione dei soggetti si basa non solo su ciò che viene riportato ma anche sul tipo di valutazione che le persone fanno della loro storia affettiva e sulla coerenza del loro racconto. Le rappresentazioni mentali dell’attaccamento in età adulta, infatti, sembrerebbero il risultato anche del senso che ciascuno riesce a dare a ciò di cui ha fatto esperienza, della sua capacità di capire (o di non capire) cosa ha portato il proprio genitore a comportarsi come si è comportato, capacità che porta poi gli individui ad essere chiari e coerenti nell’esposizione della loro storia affettiva.
I tre tipi di rappresentazioni mentali dei legami di attaccamento sono: autonomo (free), distanziante (dismissing), preoccupato (entangled). Come per il bambino nel caso della Strange Situation anche per l’adulto è stato descritto un quarto tipo, definito irrisolto-disorganizzato. Ciascuno di questi tipi è correlato, sia teoricamente che empiricamente, ad una corrispondente categoria di attaccamento infantile (tab. 1).
L’identificazione di questi quattro tipi di rappresentazioni è stata ottenuta non tanto attraverso l’analisi dei contenuti delle risposte, quanto piuttosto attraverso l’analisi del linguaggio condotta con gli strumenti offerti dalla filosofia di Grice (1975). Secondo Grice, un discorso, per essere coerente e collaborativo, deve rispettare quattro principi: la qualità, la quantità, la relazione e la correttezza. L’analisi delle risposte al questionario è intesa principalmente in termini di rispetto oppure di violazione di questi principi.
La capacità di un genitore di produrre un discorso coerente e collaborativo, mentre risponde alla richiesta di descrivere e valutare le sue prime esperienze di attaccamento, è altamente predittivo di un legame di attaccamento sicuro. Al contrario, è stato riscontrato che specifiche violazioni dei principi sopra menzionati sono predittive di specifiche categorie di attaccamento infantile insicuro (Main et al., 1985).
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ADULT ATTACHMENT INTERVIEW
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RISPOSTA ALLA STRANGE SITUATION
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Sicuro-autonomo: durante la descrizione e la valutazione delle esperienze di attaccamento viene mantenuto un discorso collaborativo e coerente, sia che queste esperienze siano descritte come positive o negative. Sono adulti in grado di valutare con libertà le esperienze del passato. Ritengono che le relazioni d’attaccamento con i loro genitori siano state importanti.
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Sicuro: mostra segnali quando perde la figura di attaccamento durante la prima separazione e piange durante la seconda. Accoglie attivamente il genitore: per esempio, si aggrappa al genitore, cerca di essere preso in braccio. Dopo un breve contatto con il genitore, si calma, ritorna a giocare.
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Dismissing: le descrizioni positive dei genitori(“una madre eccellente, molto normale”) non sono confermate o sono contraddette dai ricordi specifici. Chi parla afferma che le esperienze negative non hanno lasciato conseguenze. Le trascrizioni sono brevi, spesso con un’insistenza sull’essenza di ricordi. Adulti che si definiscono forti, autosufficienti e non influenzabili dalle emozioni. Idealizzazione dei genitori o aperta svalutazione.
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Ansioso-evitante: non piange durante la separazione, dirige la sua attenzione ai giocattoli o all’ambiente durante tutta la procedura della Strange Situation. Evita attivamente o ignora il genitore dopo la separazione, si allontana, volge la testa da un’altra parte, o si sporge per allontanarsi quando è preso in braccio.
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Preoccupato: mostra di essere preoccupato rispetto alle esperienze, sembra arrabbiato, confuso e passivo, o impaurito e sconvolto. Alcune frasi sono grammaticalmente ingarbugliate o piene di espressioni vaghe (“così e così”). Le trascrizioni sono lunghe, alcune risposte irrilevanti. Adulti ancora coinvolti nelle esperienze del passato e che non hanno un’identità personale staccata dalla famiglia d’origine.
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Ansioso-ambivalente: preoccupato nei confronti del genitore durante la procedura della Strange Situation, può sembrare attivamente arrabbiato, alterna momenti in cui cerca il genitore ed altri in cui gli resiste, o può essere passivo. Non si calma o non ritorna ad esplorare dopo la separazione.
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Irrisolto-disorganizzato: durante il rapporto di perdita o di abuso, mostra lapsus nel controllo del ragionamento o del discorso; per esempio, può parlare di una persona morta come se fosse ancora viva fisicamente, ammutolisce, o usa un linguaggio elogiativo.
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Insicuro-disorganizzato: sono bambini che alla riunione con la madre dimostrano disorientamento e confusione che si traducono in marcata inattività o eccessiva ipereccitazione; si rivelano incapaci ad attuare strategie comportamentali coerenti ed efficaci al fine di regolare le proprie emozioni e stabilire una relazione soddisfacente con il caregiver.
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Tabella 1. Corrispondenza tra i modelli mentali dell’attaccamento dei genitori misurati con l’Adult Attachment Interview e le tipologie dell’attaccamento infantile misurate con la Strange Situation.

