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Studi ed articoli sull'adolescenza ed il disagio giovanile

Disturbi alimentari ed educativa domiciliare: oltre la prospettiva clinica

DCAL’articolo presenta gli esiti di una ricerca esplorativa sui bisogni vissuti da adolescenti con disturbi del comportamento alimentare e dalle loro famiglie nella delicata fase del rientro a casa dopo il ricovero. Lo studio, condotto attraverso interviste semi-strutturate a tre nuclei familiari e analizzato secondo il metodo fenomenologico empirico, mette in luce criticità relative alla ricostruzione della quotidianità, al clima familiare, alla comunicazione tra genitori e figli, alla paura delle ricadute e al senso di isolamento avvertito dalle figure genitoriali. Assumendo la prospettiva bio-psico-sociale, il contributo evidenzia come la presa in carico clinico-terapeutica, pur indispensabile, possa non rispondere appieno ai bisogni educativi, relazionali e progettuali che emergono nella fase post-dimissione. I risultati, pur non generalizzabili per la natura esplorativa e la ridotta ampiezza del campione, offrono indicazioni utili per ipotizzare la sperimentazione di interventi di educativa domiciliare integrati nel percorso di cura. Tale dispositivo potrebbe favorire la mediazione tra contesto clinico e vita quotidiana, sostenere il nucleo familiare e accompagnare l’adolescente nella ridefinizione del proprio progetto di vita, all’interno di un lavoro di rete multiprofessionale.

The article presents the findings of an exploratory study on the needs experienced by adolescents with eating disorders and their families during the delicate transition back home after hospitalization. The study, based on semi-structured interviews with three family units and analyzed using the empirical phenomenological method, highlights critical issues related to rebuilding everyday life, family climate, parent–child communication, fear of relapse, and the sense of isolation experienced by parents. Adopting a biopsychosocial perspective, the article shows that, although essential, clinical and therapeutic caremay not fully address the educational, relational, and life-planning needs that emerge after discharge. Although the findings cannot be generalized because of the exploratory nature of the study and the small sample size, they offer useful indications for considering the experimental introduction of home-based educational interventions integrated into the care pathway. Such an intervention could help bridge the gap between the clinical setting and everyday life, support the family as a whole, and accompany the adolescent in redefining their life project within a multidisciplinary network of care.

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Il ruolo trasformativo della comunità educativa. Cambiamenti nei profili psicologici di adolescenti con comportamenti devianti

comunità minoriL'articolo analizza l’evoluzione del funzionamento psicologico di un gruppo di adolescenti inseriti in comunità psico-socio-educative, valutati in due momenti attraverso il MMPI-A. I ragazzi presentano storie di vulnerabilità familiare, esperienze traumatiche e comportamenti a rischio. I risultati evidenziano una riduzione significativa delle condotte impulsive e oppositive, associata a un aumento dei vissuti internalizzanti, della somatizzazione e del ritiro relazionale. Il contesto comunitario appare quindi efficace nel contenimento comportamentale e nella regolazione esterna degli impulsi, ma favorisce l’emergere di una sofferenza emotiva più interiorizzata. I dati sottolineano la necessità di integrare l’azione educativa con interventi clinici orientati alla mentalizzazione e all’elaborazione emotiva. Per educatori e servizi, il miglioramento comportamentale non deve essere interpretato come esito conclusivo, ma come una fase evolutiva che richiede continuità progettuale e lavoro multiprofessionale.

This study examines the evolution of psychological functioning in a group of adolescents placed in psycho-socio-educational residential communities, assessed at two time points using the MMPI-A. The youths presented histories of family vulnerability, traumatic experiences, and risk behaviors. Results show a significant reduction in impulsive and oppositional behaviors, accompanied by an increase in internalizing symptoms, somatization, and social withdrawal. The community setting appears effective in behavioral containment and external regulation of impulses, while also facilitating the emergence of more internalized emotional distress. Findings highlight the need to integrate educational action with clinical interventions focused on mentalization and emotional processing. For educators and services, behavioral improvement should not be considered a final outcome, but rather a developmental phase requiring continuity of care and multiprofessional collaboration.

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Educare gli adolescenti di oggi: alcune riflessioni pedagogiche

adolescentiChe cosa significa essere adolescenti oggi?  A quali criticità è esposta la famiglia con figli adolescenti nell’epoca attuale e nella specificità sociale e culturale delle moderne società complesse? L’articolo esplora in modo sintetico le caratteristiche dell’età adolescenziale e propone suggerimenti educativi per supportare la costruzione dell’identità e del progetto di vita.

 

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Il corpo come vettore semantico del disagio giovanile

corporeitaL’articolo propone una lettura della crisi della società contemporanea attraverso il corpo, in una visione che coniuga l’esperienza soggettiva/oggettiva, il corpo come dato di natura e il corpo come prodotto culturale e collettivo. In particolare, si analizza la relazione dei giovani con il proprio corpo, anche con lo scopo di tracciare alcune linee educative di fronteggiamento del disagio.

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