Stop the genocide poster

A+ A A-
  • Categoria: Scuola e dintorni

La teoria del campo di K. Levin a scuola: spunti educativi e didattici - L’apprendimento secondo la Teoria del Campo

L’apprendimento secondo la Teoria del Campo

Vediamo ora di comprendere in breve come la teoria della di Levin legge la dinamica insegnamento-apprendimento. Innanzitutto la fonte principale di ogni apprendimento è l’esperienza: da essa trae gli stimoli e le opportunità per lo sviluppo e la costruzione delle conoscenze.

Poiché non vi può essere apprendimento senza il bisogno di apprendere, il principale compito dell’insegnante è di stimolare negli alunni la motivazione e l’interesse in funzione dei bisogni che emergono di volta in volta e che, opportunamente indirizzati, contribuiscono ad arricchire la relazione educativa. Ogni docente è un mediatore delle informazioni che, opportunamente selezionate all’interno dei contenitori disciplinari, serviranno ad attivare risorse e potenzialità individuali.

In secondo luogo si deve considerare il campo nel quale il soggetto interagisce con il contesto ambientale: esso è soggetto a un insieme di forze e sinergie ma anche di resistenze ed ostacoli che sviluppano o frenano le relazioni che all’interno di esso si sviluppano. Nella prospettiva della Gestalt le difficoltà di apprendimento si configurano come una disfunzione del campo organismo-ambiente, “disturbato” da una serie di reciproche accuse e colpe (indolenza, disinteresse, svogliatezza). La cura del campo di apprendimento pertanto, mediante approcci come quello cooperativo, è molto importante.

Una modalità di apprendimento particolarmente studiata dagli psicologi della Gestalt è quella intuitiva, che essi definiscono come insight. Si tratta della capacità di ristrutturare di dati e relazioni tra i dati del campo non percepiti inizialmente. Grazie alle potenzialità del pensiero intuitivo, le conoscenze vengono rielaborate in funzione della soluzione di una situazione problematica. Più in generale la conoscenza è vista come un processo di ristrutturazione e ricostruzione nel quale la memoria diventa dinamica e plastica, fonte dei ricordi ma anche di continui adattamenti e trasformazioni a situazioni diverse.

Per i motivi che abbiamo qui riassunto la psicopedagogia della Gestalt si configura come modello di riferimento molto interessante per l’insegnamento, in grado di recepire e accogliere i bisogni degli alunni e finalizzarli alla consapevolezza ed autonomia.

 

 


Bibliografia:

  • Mario Polito, Apprendimento ed insegnamento secondo la Teoria della Gestalt I, Bollettino Itals, Aprile 2005, anno III n.9.
  • Mario Polito, Apprendimento ed insegnamento secondo la Teoria della Gestalt II, Bollettino Itals, Giugno 2005, anno III n.10.

copyright © Educare.it - Anno XIV, N. 11, Novembre 2014

Tagged under: #scuola, #apprendimento,