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  • Categoria: Monografie

Cronopedagogia: tempo e spazio, dimensioni educative - Asincronie

Si vive un'asincronia tra la sfera emotiva e la sfera razionale, si consumano esperienze senza avere il tempo di riflettere e di rielaborare quello che si è vissuto, per cui non si interiorizzano le regole, non si sviluppa il "super-Io". Siamo in presenza di un "Io" discrasico con spinte schizoidi che non garantisce alla persona l'equilibrio psico-fisico ma è piuttosto fonte di disagio, di confusione, di demotivazione.
"Fai!" è l'esortazione più usata dagli adulti nei confronti dei ragazzi ma se non si tiene conto del tempo personale, il fai si trasforma in Frustrazione, Ansia, Inadeguatezza.

C'è un disagio che nasce dal percepire il proprio tempo più lento rispetto al mondo, perché l'attesa è vissuta come tempo perso, come incapacità, come insuccesso. Oggi infatti la paura degli adolescenti non è quella di non saper fare, di prendere brutti voti ma la paura di essere impopolari perché inadeguati nei confronti dei coetanei. Allora ci troviamo di fronte allo sviluppo di personalità fragili che, da una parte, si autoescludono scegliendo di stare ai margini di un mondo che corre e che, dall'altra parte, ricordano al mondo che ci sono diversi tipi di velocità e di andature tali da fare della lentezza una risorsa.

L'equilibrio tra tempo soggettivo e spazio soggettivizzato è il tempo educativo, tempo in cui l'azione pedagogica si struttura; tempo in cui l'attesa, che diventa principio pedagogico fondamentale, non è tempo perso. Nell'attesa si impara a guardare con attenzione, a scoprire i propri talenti, a valorizzare ciò che si ha e che si è. Nell'attesa si impara a sognare il futuro e ad accettare il presente.
Non a caso negli ultimi anni si è sviluppata la cultura dello slow (lento) e di tutto quello che comporta, come rimedio allo stress per una qualità della vita migliore. La natura con i suoi tempi: tempo della semina, tempo della crescita, tempo del raccolto, ha una funzione educativa e oggi anche riabilitativa (Fattorie sociali).

L'accelerazione dei tempi non sempre è sinonimo di qualità.
Nella fretta di raggiungere il risultato c'è la ribellione del ragazzo che, restando escluso del processo produttivo, perché "non al passo", manifesta comportamenti compensativi che generano:

  • patologie sociali isolamento, depressione apatia;
  • patologie culturali perdita di senso critico,omologazione, livellamento;
  • patologie esistenziali bullismo, violenza, dipendenza da droga o da altro, apatia, depressione ecc); tutte pericolose per se stesso e per gli altri.

Questi fenomeni sono in crescita soprattutto tra le nuove generazioni.