- Categoria: Disegno ed espressioni artistiche
Il disegno infantile come paradigma di sviluppo - Disegno, narrazione e dimensione evolutiva
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Disegno, narrazione e dimensione evolutiva
Le possibilità realizzative e risolutive dei poteri fantastici trovano una significativa applicazione in uno dei primi e più coinvolgenti conflitti a cui il bambino deve far fronte: il complesso edipico.
“Secondo le mie ormai numerose esperienze, i genitori hanno la parte principale nella vita psichica infantile di tutti i futuri psiconevrotici: amore per l'uno, odio per l'altro dei genitori, fanno parte di quella riserva inalienabile di impulsi psichici che si forma in quel periodo ed è così significativa per la semiologia della futura nevrosi. Non credo però che gli psiconevrotici si differenzino molto a questo riguardo da altri uomini che rimangono normali, nel senso che riescono a creare qualche cosa di assolutamente nuovo e loro peculiare. E' molto più probabile, ed è comprovato da osservazioni casuali in bambini normali, che anche in questi sentimenti di amore e odio verso i genitori essi ci facciano distinguere più chiaramente, per semplice ingrandimento, ciò che accade in modo meno chiaro e meno intenso nella psiche della maggior parte dei bambini. A sostegno di questa conoscenza, l'antichità ci ha tramandato un materiale leggendario, la cui incisività profonda e universale riesce comprensibile soltanto ammettendo un'analoga validità generale delle premesse anzidette, tratte dalla psicologia infantile. Intendo la leggenda del re Edipo e l'omonimo dramma di Sofocle” (S. Freud, 1972, p. 247).
“Edipo, figlio di Laio re di Tebe e di Giocasta, viene abbandonato lattante perché un oracolo ha predetto al padre che il figlio che sta per nascergli sarà il suo assassino. Edipo viene salvato e cresce come re in una corte straniera, sinchè, incerto della propria origine, interroga egli stesso l'oracolo e ne ottiene il consiglio di stare lontano dalla patria, perché facendovi ritorno sarebbe costretto a divenire l'assassino di suo padre e lo sposo di sua madre. Sulla strada che lo porta lontano dalla presunta patria, incontra il re Laio e lo uccide nel corso di una repentina lite. Giunge poi davanti a Tebe, dove risolve gli enigmi della Sfinge che sbarra la via; per ringraziamento i tebani lo eleggono re e gli offrono in dono la mano di Giocasta. Per lungo tempo regna pacifico e onorato, genera con la madre a lui sconosciuta due figli e due figlie, finchè scoppia una pestilenza che induce ancora una volta i tebani a consultare l'oracolo. Qui comincia la tragedia di Sofocle. I messi portano il responso che la pestilenza avrà fine quando l'uccisore di Laio sarà espulso dal paese. Ma dove si trova costui? Ora, l'azione della tragedia non consiste in altro che nella rivelazione gradualmente approfondita e ritardata ad arte paragonabile al lavoro di una psicoanalisi- che Edipo stesso è l'assassino di Laio, ma anche il figlio dell'assassinato e di Giocasta. Travolto dalla mostruosità dei fatti commessi inconsapevolmente, Edipo si acceca e abbandona la patria. La sentenza dell'oracolo è compiuta” (S.Freud, 1899, p.247-248).
Così Freud si esprime per la prima volta nel Cap. 5 dell’Interpretazione dei sogni proponendo una tesi che rimarrà fondamentale in tutte le sue successive teorizzazioni e che trova la propria rappresentazione nell’utilizzo della tragedia quale espressione congiunta della realizzazione del desiderio (uccidere il padre per sposare la madre) accanto al suo totale e assoluto declino (la punizione con la cecità e la morte).
Indipendentemente dal differente esito conclusivo, per il sesso maschile e per quello femminile, in una compresenza di complicità emotive ed affettive, l’intensità dei legami edipici sopravvivrà nel mondo dell’immaginario e diverrà elemento fondante delle relazioni interpersonali successive.
Al di là delle caratteristiche del conflitto e della sua ingente partecipazione nello svolgersi dell’evoluzione pulsionale, l’Edipo, secondo Freud, diventa il modello di riferimento per il costituirsi dei rapporti sociali, per la strutturazione della personalità e, non ultimo, per l’orientamento del desiderio.
La storia che vorrei proporvi come esempio di lettura interpretativa della correlazione disegno-narrazione è il racconto di un incontro nell’Angolo della Fantasia [4]. Un incontro che ha permesso l’ascolto di realtà e pensieri fantastici in cui le tematiche edipiche hanno trovato l’occasione di potersi esprimere.

