- Categoria: Vivere di Scuola
- Scritto da Bina Madeo
Il bacio di Mimì - Mimì
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Ricordo, come se fosse stato ieri, le emozionanti parole della madre di Mimì. La madre, proveniente da un paese dell’America del sud, mi racconta che è un medico-chirurgo specializzato alla Boston University. Subito dopo la nascita di Mimì, sulla base dei contenuto del Giuramento di Ippocrate prestato prima di iniziare la professione, la signora comprese il significativo valore dell’essere diventata medico: prendersi cura della sua bambina, della sua bambina con bisogni speciali.
Il giorno in cui ci siamo conosciute, Mimì aveva quattordici anni. Oggi ne ha diciannove. Incredibile! Ho la percezione che questi anni siano passati velocemente. Siamo cresciute insieme in questi cinque anni Mimì ed io. Anni di grandi conquiste e di forti emozioni umane e non solo. Anni caratterizzati da un’importante e fondamentale complicità di relazione e di conflitti positivi generati ed emersi da una predisposizione educativa del voler fare, fare bene, tanto da costruire e rendere il nostro rapporto di fiducia più solido, sempre, nel rispetto dei ruoli.
Mimì per comunicare utilizza anche la lingua spagnola per parlare con la mamma, la zia e i cuginetti e il dialetto veronese per parlare con il padre e gli zii. Si esprime costruendo autonomamente semplici e brevi frasi e articola le parole con qualche difficoltà. Appena arrivata, Mimì si serviva solo di parole legate al proprio vissuto e ai propri bisogni. Era capace di contare oggetti concreti, enumerare solo in senso crescente ed era in grado di distinguere le quantità di niente, poco, tanto.
In questi cinque anni abbiamo costruito, mattone dopo mattone, con grande motivazione.
Mimì si è avvicinata alla studio di opere letterarie di autori italiani e stranieri nelle discipline di italiano, tedesco, inglese, spagnolo. La disciplina di storia dell’arte è la sua preferita. Distingue un’opera di scultura da un’altra precisando l’autore e la provenienza. Illustra e commenta con parole proprie famosi dipinti, vere opere d’arte. Col tempo mostra segretamente interesse e innata comprensione riguardo ai colori ed alla pittura. Disegna e colora spesso, così come gioca spesso con i suoi colori a matita. Li prende dall’astuccio e li tempera e li conserva con cura. Disegna spesso il sole. Un sole con grandi raggi dal colore giallo intenso. Tempo fa ha disegnato un bellissimo sole per me che conservo gelosamente tra i doni più preziosi.
Ricordo con particolare emozione una delle tante lezione di storia dell’arte. Quel giorno introduco il pittore austriaco Gustav Klimt con l’immagine della sua opera principale “Il bacio” realizzata nel 1907. Ho spiegato a Mimì che questa famosa opera è dipinta su tela con decorazioni e mosaici in color oro sullo sfondo. Al centro del dipinto un uomo e una donna che si baciano con amore. Invito Mimì a commentare, attraverso l’immagine dell’opera, il dipinto di Klimt, e a descrivere ciò che riesce vedere, ciò che riesce a percepire. Mimì, allora, con la sua semplicità che la contraddistingue, da seduta si alza in piedi e, con tranquillità, afferra con le sue mani delicatamente il mio capo e con le sue braccia racchiude la mia faccia e avvicina e posa le sue morbide labbra sulla mia guancia, lasciandomi un bacio. Non solo, si avvicina al mio orecchio e mi sussurra: “Grazie, prof. Bina”.
Sono rimasta senza parole. Momento indimenticabile: nessuna parola potrebbe spiegare la sensazione che il mio corpo e la mia mente hanno avvertito.

