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#neuroscienze

  • Ubriachi d'amore a causa dell'ossitocina

    innamoratiInnamorarsi è come prendersi una sbornia. Lo sostengono i ricercatori dell'Università di Birmingham, in Gran Bretagna, che hanno messo in evidenza analogie significative tra gli effetti dell'ossitocina - il celebre ormone delle coccole e dell'amore - e quelli dell'alcol sul comportamento umano. La ricerca, pubblicata su Neuroscience and Biobehavioral Reviews, si basa su numerosi studi condotti finora sui due composti, e fotografa le sorprendenti somiglianze tra gli effetti di alcol e quelli dell'ossitocina sulle nostre azioni.

  • Università di Trento: il bene e il male distinti già nella prima infanzia

    bene e maleA due anni è già possibile distinguere il bene dal male, l'autorità positiva da quella negativa? Si può già coltivare dentro di sé il concetto di giustizia? Il ricercatore Francesco Margoni del dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive all'Università di Trento risponde affermativamente. Gli studi in quest'ambito ricostruiscono situazioni molto semplici da sottoporre alla visione dei bambini nella prima infanzia. L'obiettivo è "dimostrare che i più piccoli , in misura maggiore rispetto a ciò che si pensava 50 anni fa, hanno concezioni complesse, alla base di quelle dell'adulto, del mondo fisico e sociale che li circonda".

  • Uno studio dimostra che la spiritualità attiva nel cervello i centri del piacere

    imgAl pari dell’amore, del sesso, dei giochi d’azzardo, della droga e della musica, anche le esperienze religiose e spirituali danno piacere. In particolare, attivano il sistema di ricompensa, ovvero quelle aree del cervello che evocano sensazioni piacevoli in risposta a determinati comportamenti. A dimostrarlo sono stati i ricercatori della University of Utah School of Medicine sulla rivista Social Neuroscience.

  • Videogiochi che aumentano la velocità di lettura. Una ricerca italiana

    imgCon l’uso di particolari videogiochi si velocizza la capacità di lettura anche nei bambini di madrelingua inglese, migliorando non solo l’attenzione visiva, ma anche la memoria verbale. E’ quanto emerge da uno studio condotto da un team di giovani ricercatori guidato dai professori Simone Gori, del Dipartimento di Scienze umane e sociali, dell’università di Bergamo e Andrea Facoetti, del Laboratorio di Neuroscienze cognitive dello sviluppo, del dipartimento di Psicologia generale dell’università di Padova, e pubblicato con il titolo “Action video games improve reading abilities and visual-to-auditory attentional shifting in English-speaking children with dyslexia”.

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