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  • Categoria: Monografie

Cura e Alterità nel "Il Piccolo Principe", di A. De Saint-Exupèry - Seconda parte

"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente", disse. Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre.... ". "Voi siete belle, ma siete vuote,.. non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perché è lei ho riparata col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o qualche volta tacere. Perché è la mia rosa" (9.

In questo senso la "cura" è ingresso nel mondo della relazione con l'altro, è incontro con l'alterità, "è il rapporto originario e costitutivo dell'esserci nei confronti del mondo (10). Ogni interpretazione è diretta a cogliere, captare, a "penetrare un soggetto (11) nel rispetto, altrimenti cade nell'esteriorità che diventa distanza.

Interpretare al contrario, significa aprirsi alla comprensione dell'altro, significa risonanza dell'altro in me. L'interpretazione come ci dice Gadamer, non lascia mai le cose come stanno, ma è sempre produttiva e costitutiva di una nuova realtà, è sempre crescita e formazione, "il comprendere è l'originario modo di attuarsi dell'Esserci che è essere nel mondo. Prima di qualsiasi differenziazione nelle diverse direzioni dell'interesse pratico o teorico il comprendere è il modo d'essere dell'esserci in quanto poter essere e possibilità(12).

Cura e interpretazione si legano ontologicamente nella dimensione autentica della relazione con l'altro. La conoscenza degli altri presuppone sempre un esercizio d'alterità, la quale però non è esternità - estraneità, ma un vero processo interpretativo che implica interesse e coinvolgimento, non neutralità e distanza. "Ciascuno di noi è un esecuzione personale dell'universalità comune a tutti gli uomini ed è questa la ragione per qui le differenze individuali che ci dividono sono traversate da una somiglianza fondamentale (13). L'interpretazione è resa possibile dal fatto che la differenza è attraversata da una somiglianza fondamentale, siamo cioè tutti coappartenenti ad un mondo comune. Sono queste linee orientative, che derivano dalla coappartenenza, che rendono possibile la comprensione dell'altro e i suoi mezzi non possono che essere l'interesse, l'amore e la curiosità.

Nel libretto di Saint-Exupèry il quinto pianeta era abitato da un lampione e dal suo lampionario, che non faceva altro che accendere e spegnere il suo lampione.

"Forse quest'uomo è veramente assurdo.." pensò il Piccolo Principe, "Buon giorno. Perché spegni il tuo lampione?" "E' la consegna" rispose il lampionario. "Buon giorno" "Che cos'è la consegna?" "E' di spegnere il mio lampione. Buona sera" "E adesso perché lo riaccendi?" "E' la consegna" "Non capisco", disse il Piccolo Principe. "Non c'è nulla da capire" disse l'uomo "la consegna è la consegna. Buon giorno" e spense il lampione..."Faccio un mestiere terribile. Una volta era ragionevole. Accendevo al mattino e spegnevo alla sera, e avevo il resto del giorno per riposarmi e il resto della notte per dormire..."Ebbene?" disse il Piccolo Principe. "Ebbene, ora che fa un giro al minuto, non ho più un secondo di riposo. Accendo e spengo una volta al minuto... "Il Piccolo Principe lo guardò e sentì improvvisamente di amare quest'uomo...si ricordò dei tramonti che lui stesso una volta andava a cercare, spostando la sua sedia (14).

L'ermeneutica è il luogo dell'incontro e della comprensione dell'alterità. Il Piccolo Principe, nell'incontro con l'altro, si realizza come essere in relazione, come "apertura", che diventa dialogo tra un io e un tu.

E' la solitudine che lo spinge ad andare nella regione degli asteroidi 325, 326, 327, 328, 329 e 330, per incontrare tanti "altri" e relazionarsi con loro in maniera autentica, proprio perché la sua essenza è dialogo e comunione. La sua relazione con l'altro si svolge nella perfetta reciprocità, perché egli non si trova davanti a un sé compiuto e conchiuso, che si offre alla sua interpretazione, ma si trova in presenza di un'alterità e di una unicità che deve comprendere, rispettare e ascoltare.

E' nella relazione autentica che egli prende coscienza di se stesso e della essenzialità dell'altro per la sua crescita. Martin Buber scrisse che sono gli "incontri veri" (15) che permettono all'uomo e all'umanità di realizzarsi. Il Piccolo Principe accetta il diverso, perché in lui vi riesce a scorgere quel segreto che è in ciascuno di noi, quella irripetibilità che ci contraddistingue: quello che noi vediamo è solamente la scorza. Come disse la volpe "l'essenziale è invisibile agli occhi" (16), e perciò non ci rimane che "cercare col cuore" (17).

 

 


Riferimenti bibliografici:

1) M. Heidegger, Essere e tempo, Utet, 1969 (1927) p. 81
2) Ibid., p. 310
3) Disagio, Lavoro di Cura e Relazione di Aiuto, dispense corso "Pedagogia per il territorio" Università di Padova
4) A. De Saint-Exupèry Il Piccolo Principe, Tascabili Bompiani, p. 30
5) H. Jonas Il principio di responsabilità, Un'etica per la civiltà tecnologica, Einaudi, Torino 1993 p.117
7) A. De Saint-Exupèry , Op. Cit. p. 109
8) A. Granese, Ermeneutica e pedagogia (studio preliminare), in Prospettive ermeneutiche in Pedagogia A..A. V.V. Edizioni Unicopli
9) A. De Saint-Exupèry Op. Cit., p. 96
10) R. Fadda, Dal "logos" al "dia-logos" appunti per una lettura pedagogica dell'ermeneutica, in Prospettive ermeneutiche in pedagogia, A.A. V.V. Edizioni Unicopli, p. 126
11) L. Pareyson, Estetica, Teoria della formatività, Bompiani 1996, p. 182
12) H. G. Gadamer, Verità e metodo, Bompiani, Milano 1989, (1960), p. 150
13) Ibid, p. 269
14) A. De Saint-Exupèry Op. Cit., p.70
15) M. Buber, Il principio dialogico e altri saggi. Edizione italiana a cura di A. Poma, San Paolo, Milano 1993, p. 290
16) A. De Saint-Exupèry Op. Cit. p. 98
17) A. De Saint-Exupèry Op. Cit. p. 108


 

Autrice: Maria Luisa Aru è pedagogista ad Oristano.


 

copyright © Educare.it - Anno I, Numero 6, Maggio 2001