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Ma la tecnologia informatica è proprio così diabolica? - Il punto dell'essere nella didattica scolastica
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Il "punto dell’essere" nella didattica scolastica
Il dialogo tra i giovanissimi è ormai supportato dal confronto e dalla discussione, in orario extrascolastico, tramite facebook. I ragazzi, mediante lo strumento telematico, aprono i loro animi, escono allo scoperto, si relazionano. Tutto dipende molto dalla modalità con cui si usano gli strumenti tecnologici.
La scuola, oggi, fa uso di communities per entrare in contatto, fuori dalle aule, in modo immediato e trasparente: tutti i docenti possono comunicare con i propri allievi; chiunque può leggere ed entrare in relazione. E’ uno spazio virtuale che serve non solo per confrontare prodotti cognitivi (relazioni, progetti, compiti) ma anche per condividere uno spazio comune, finalizzato all’incontro e al dialogo, distendendo paure e attenuando ansie. E’ un luogo “globale”, per niente privatistico; nessuno è obbligato ad entrare, ma chi lo fa, sa di inoltrare la mente e il cuore in un territorio esteso, dove altri si percepiscono, comunicandosi anche il non detto.
“Il punto dell’essere” di D. de Kerckhove sottolinea che, attraverso la cultura di Internet, blog, mail, webcam, non c’è la perdita della corporeità; anzi, i contatti sensoriali sono ridistribuiti tanto da condurre la comunicazione-in-rete al livello della stessa epidermide. E’ una diversa forma di comunicazione che si avvale di nuovi codici interattivi, in cui la rete informatica non imbriglia ma libera, allargando i confini dell’io.
La realtà virtuale, dunque, se correttamente utilizzata da soggetti formati, apre la mente verso mondi invisibili, infinitamente grandi, in cui altri esseri, piccole isole, desiderano d’essere approdati e scoperti.
E’ un incontro di culture differenti, in cui l’esistenza si arricchisce e si dilata, divenendo punto d’essere ovvero di vita e armonia condivisa.
Bibliografia
Pierre Lévy, L’intelligenza collettiva. Per un’antropologia del cyberspazio, trad. it. di M. Colò e D. Ferodi, Milano, Feltrinelli, 1996.
N. P. Negroponte, Essere digitali, trad. it. di F. e G. Filippazzi, Milano, Sperling e Kupfer.
De Kerckhove D., Intelligenza connettiva, Baskerville, Bologna, 1999.
Autore: Roberta Brandimarte, docente di Filosofia e Storia nei licei. Laureata in Pedagogia presso l’Università di Bologna e in Giurisprudenza presso l’Università dell’Insubria di Como.
Specializzata in Professioni Legali, con Diploma biennale SSPL, presso l’Università Cattolica Sacro Cuore di Milano. Docente di didattica nei Corsi Abilitanti.
Articolista in materie giuridiche nella Rivista Scientifica –on-line- Dike, www.ildirittopericoncorsi.it.
copyright © Educare.it - Anno XI, N. 6, Maggio 2011

