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Scuola inglese o italiana? - Seconda parte

Ringrazio per il suo consiglio. Capisco che è importantissimo al livello di educazione sociale lasciarli in un ambito educativo - mia domanda era come cambia il sistema scolastico italiano da quello inglese.

 

Gentile signora,
i due sistemi sono diversi sia come contenuti che come metodologia che come organizzazione. Essendo però in Italia e dovendo comunque sostenere degli esami di idoneità anno per anno, se la scuola non è parificata, come normalmente succede a scuole di questo tipo, è chiaro che non si può parlare di scuola inglese ma di scuola internazionale.

In questo caso le differenze si mitigano per adeguarsi alle normative nazionali. Poi dipende da dove vive, in quanto nelle città ci sono delle vere e proprie scuole internazionali anche con alunni provenienti da vari paesi, e quindi realmente multiculturali, in periferia invece l'utenza è essenzialmente italiana e quindi l'adeguamento ai programmi nazionali è maggiore.

Da un punto di vista organizzativo come saprà meglio di me, la scuola inglese è formata dalla primary school e dalla comphrensive school; la scuola inizia a cinque anni e le elementari durano sei anni; ci sono degli esami a 7, 11, 13, 16 anni poi fino a 19 si può continuare con le "vocational". Il curricolo è suddiviso in gradi scolastici e si devono raggiungere delle competenze ben precise.

Da un punto di vista metodologico l'insegnamento è basato sulla interdisciplinarietà e l'insegnante nella scuola primaria è unico. L'insegnante tende a specializzarsi in alcuni cicli biennali dove è più preparato e cambia maggiormente rispetto all'Italia dove si tende invece a mantenere lo stesso insegnante per l'intero ciclo di studi. In Italia, inoltre, l'insegnamento nella scuola elementare è composto dal team cioè da un gruppo di lavoro di tre o più insegnanti. Da un punto di vista artistico nelle scuola inglese si dà più spazio ad attività di tipo espressivo come la musica, il teatro, le attività motorie ecc. Altra grossa differenza è l'utilizzo del tutoraggio degli alunni più grandi verso quelli più piccoli: "best friend". Credo comunque che la sua esperienza fatta prima in ambito anglosassone e poi in Italia possa consigliarla meglio di qualsiasi persona che non ha questa duplice esperienza.

 


copyright © Educare.it - Anno II, Numero 4, Marzo 2002