- Scritto da Laura Alberico
- Categoria: La Bacheca dei Lettori
La felicità perduta
Parlare di felicità non è facile. Aspirazione, ideale, proiezione di aspettative, tutto e di più racchiuso in una parola che viene oggi abusata o distorta.Forse la felicità e' solo un'espressione, un sorriso, un attimo inconsapevole di pace e serenità che può cambiare la vita. La nostra storia e' costellata da buio e luce, ombre che si dileguano o persistono e accompagnano pensieri, parole, gesti della quotidianità. Se la felicità esiste, come i sentimenti più puri e veri, non ha prezzo, la si può provare, condividere, esprimere.

Con il termine cyber-bullismo si intende una forma di prepotenza attuata attraverso l’uso di canali digitali. Come il bullismo tradizionale è una forma di oppressione reiterata nel tempo, eseguita da una persona o da un gruppo di persone più forti nei confronti di un’altra percepita come più debole, solitamente tra i pari età. A differenza del bullismo tradizionale, il persecutore spesso si nasconde dietro l'anonimato così da non essere facilmente identificabile. Il fatto che esista una barriera virtuale tra carnefice e vittima, fa sì che il bullo si senta ancora più potente e protetto dalle reazioni emotive "a caldo" della vittima, che sarebbero invece tangibili in un contesto reale. La barriera virtuale abbassa i freni morali e le inibizioni del bullo, e lo porta a considerare i propri atti alla stregua di un vero e proprio gioco virtuale.