- Scritto da Margherita Marzario
- Categoria: Genitorialità
La genitorialità in tredici parole
Esplorare il concetto di genitorialità attraverso considerazioni etimologiche, psicopedagogiche e giuridiche può risultare un'operazione interessante per la riflessione sull'educazione. E' quanto si propone questo articolo, a partire dalla convinzione che la realizzazione di mamme e papà passi attraverso la vita e l'educazione dei loro figli.
Genialità (che ha la stessa origine etimologica di genitori, dal verbo latino “gignere”, far sorgere, generare, nascere), ovvero ingegnarsi ogni giorno nel divenire (in senso etimologico e filosofico) genitori, ma anche nell’avere figli “geni”.
Non come fraintendono alcuni oggi ritenendo i figli campioni o superiori agli altri ma aiutandoli ad essere se stessi. “Il genio nasce da un buon ambiente familiare, sociale e scolastico. In altre parole, per preparare un genio occorre intervenire fin dai primi anni per permettere al bambino di fare svariate esperienze in modo che possano emergere doti latenti ed eventuali predisposizioni in qualche settore. Non esiste il mito del genio! Geni non si nasce: si diventa! Chiunque può permettere al genio che porta in sé di esplodere! Basta che si rimbocchi le maniche” (il pedagogista Pino Pellegrino1). Questa genialità, questa capacità di inventare e reinventarsi, è anche capacità di gestione dei conflitti generazionali e intergenerazionali con decantazione narrativa e neutralità formativa (il pedagogista Daniele Novara2), cioè i genitori non devono intervenire nelle liti tra i bambini in maniera “giustizialista” alla ricerca del colpevole ma far raccontare la versione dei fatti e far interagire i figli stessi in modo tale che imparino a gestire autonomamente i conflitti e a cercare la “giustizia relazionale”. La coppia genitoriale (aggettivo più significativo rispetto alla locuzione “dei genitori”) caratterizzata da questa progettualità diventa “coppia generativa” (il sociologo Pierpaolo Donati). Tutto ciò rappresenta la traduzione psicopedagogica delle previsioni normative dei rapporti tra genitori e figli, in particolare degli artt. 147 e 155 cod. civ.
Equilibrio tra qualità della comunicazione intrafamiliare e controllo genitoriale (la docente di psicologia Ada Fonzi). È quella capacità chiamata autorevolezza che, oggi, ha lasciato il posto all’arrendevolezza.
