- Scritto da Equipe CRU9
- Categoria: Lavoro sociale
Una pedagogia digitale in risposta ad una emergenza educativa: analisi di una prima esperienza

L’articolo documenta la fase sperimentale di un’azione educativa rivolta alla vita on line di ragazzi ed adolescenti, promossa all’interno di un Distretto sociosanitario della provincia di Verona. Si tratta di un’emergenza educativa poiché riguarda un aspetto della crescita che non era presente nelle generazioni precedenti, che richiede modalità inedite di prevenzione ed intervento da parte degli educatori di professione.

L'articolo focalizza il ruolo dell'educatore all'interno della cornice istituzionale dei Servizi Sociali, partendo dall'esperienza maturata nel territorio di Napoli. Il dialogo educativo promosso con le famiglie segnate da un forte disagio economico vorrebbe far affiorare quelle capacità di riflessione e problematizzazione necessarie a un ripensamento generativo del proprio stile di vita. Infatti, se la povertà e i contesti sociali depauperati culturalmente ostacolano una visione prospettica e di profondità, gli operatori sociali alimentano, soprattutto negli utenti più giovani, quel pensiero progettuale e fiducioso delle proprie capacità e talenti che è condizione della frequenza scolastica.
L’insorgere di disturbi mentali in età minorile e il conseguente rischio di esclusione sociale è una questione di rilevanza nazionale ed internazionale. La proposta pedagogica innovativa che l’articolo presenta è l’utilizzo del servizio educativo domiciliare come alternativa all’inserimento del minore in una comunità residenziale educativo-terapeutica. Il caso analizzato è il servizio di “appoggi educativi” della cooperativa sociale Hermete che opera nella provincia ovest di Verona. La ricerca empirica è stata condotta attraverso metodi qualitativi che uniscono l’approccio della grounded theory con la fenomenologia. Nell’articolo sono presentati e discussi i risultati emersi.